E grazie alla caserma Molfetta si scoprì ambientalista

Spuntano come funghi le associazioni che si scagliano contro la costruzione della foresteria della Capitaneria di Porto, approvata nel 2006 dalla giunta di centrodestra

Attualità
Molfetta mercoledì 05 novembre 2008
di Lorenzo Pisani
© MolfettaLive.it

Un insolito fermento ecologista sta investendo la città di Molfetta.

Sono giorni che ormai assistiamo allo spuntare come funghi (tra l’altro siamo in pieno periodo di raccolta) di associazioni, il più delle volte ambientaliste, contro la costruzione della nuova sede della Capitaneria di Porto che, ricordiamolo, non sostituirà l’attuale posta nei pressi del Duomo, ma sarà destinata ad uso foresteria.

E’ una vicenda in continuo mutamento, non priva di colpi di scena.

Ad aprire le danze contro la caserma i partiti del centrodestra, che il 25 settembre indicono sulla Banchina S. Domenico un sit-in di protesta contro la sua realizzazione. Il PdL chiede che la collocazione della foresteria venga arretrata di qualche metro per poter permettere la costruzione del cosiddetto "lungomare di ponente".

Particolare non da poco: era stato lo stesso centrodestra nel 2006 ad autorizzare il progetto della struttura oggi contestata. Sindaco dell’epoca era Tommaso Minervini, oggi ritornato nell’alveo del centrosinistra.

Parallela al dissenso, intanto, corre la battaglia a colpi di carte bollate condotta dal Comune che con due ordinanze (il 12 settembre e il 2 ottobre) aveva bloccato i lavori, giunti alla realizzazione del pianterreno. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti guidato da Altero Matteoli senatore del PdL, lo stesso partito che guida la mobilitazione molfettese anti-foresteria, non ci sta e si appella al Tar che sospende le ordinanze.

Tralasciando il dibattito politico e prese di posizione di Pd e Sinistra Arcobaleno, non può non essere analizzata la levata di scudi alla quale si sta assistendo da circa una settimana da parte di numerose associazioni, fino ad ora pressoché sconosciute alla cittadinanza.

Ha aperto il fronte della mobilitazione lo scorso giovedì 30 ottobre l’associazione T.U.T.E.L.A. che - apprendiamo – nasce nel mese di maggio «per tutelare l’uomo, la tradizione, l’economia, il lavoro, l’ambiente locale». Tutela, recita il comunicato: «non può rimanere in silenzio dinanzi all’obbrobrio che si sta prospettando con la costruzione della nuova “Punta Perotti”».

Trascorre il weekend e lunedì 3 novembre si registrano ben quattro adesioni alla battaglia ambientalista del battistrada Tutela.
Si tratta del periodico La Città – Liberal e altre tre associazioni denominate Uniti per Molfetta, Levante e Fare Verde.

L’associazione Levante, fondata a Bari lo scorso anno, si propone come «contenitore culturale e politico all'interno del quale sviluppare e approfondire tematiche legate ad economia, lavoro, sociale, sviluppo tecnologico, tradizioni e cultura».

Invece «la salvaguardia di tutti gli ecosistemi» è al centro delle attività di Fare Verde, onlus fondata nel 1987 e riconosciuta dieci anni più tardi dal Ministero dell’Ambiente, che si batte per «risparmiare la Terra ed il Mare da sprechi e aggressioni».
Tra le sue più grandi battaglie quella, vittoriosa, della messa al bando dei bastoncini “cotton fioc” non biodegradabili a partire dall’ottobre 2002, al fine di «liberare le spiagge e il mare dall'invasione di bastoncini nettaorecchie».

La mobilitazione ha fatto registrare ieri altre due adesioni, quella del Movimento del Buon Governo, già operante in città da alcuni anni, e dell’Anpas Puglia (Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze).
Quest’ultima è «impegnata da anni, su tutto il territorio nazionale, in attività di prevenzione ed intervento a difesa dell'ambiente e della tutela del territorio – come indica il comunicato nel quale Molfetta è descritta come «la culla del Movimento».

In sei giorni, dunque, sette adesioni al fronte del “no” e, chissà, mentre stiamo leggendo, ne potrebbero spuntare altre.

Nessuna di queste associazioni, però, ha finora espresso un parere sull’abbattimento dei Cantieri Tattoli, il caratteristico edificio a forma di nave demolito per far posto all’edificio tanto contestato, e sulla sorte che toccherà ai cantieri navali d’epoca che insistono sulla zona, di proprietà del Demanio. Saranno abbattuti? Recuperati? Valorizzati?

Quel che sembra, a leggere questi comunicati, è che le tematiche ambientali e paesaggistiche siano diventate obiettivi prioritari dell’agenda politica locale. 

In una città nella quale – nonostante la presenza di così tante forze che hanno a cuore il territorio - negli ultimi anni si è assistito all’abbattimento di complessi di archeologia industriale (cementificio De Dato e Pansini Legnami), ad una crescita enorme dell’espansione edilizia, all'installazione di decine e decine di tabelloni pubblicitari ormai presenti in ogni zona, ad un’erosione delle zone rurali a favore di insediamenti produttivi d’ogni ordine e genere, alla comparsa del fenomeno dell’alga tossica tanto per citarne alcuni, questo non può che fare sperare tutti gli animi ecologisti.

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I commenti degli utenti
  • luciaturino ha scritto il 06 novembre 2008 alle 22:29 :

    propongo: Sant'Antonio Azzollini. Andòniooo Sei un mito. Cosa satebbe il mondo senza Azzollini? uegneun e avast a disc chiacchie...andò va p la strata a tò. tutt cher ca fe p neue ve boun percè r vdim con gli occhi dell'amoree. Rispondi a luciaturino

  • tiupin ha scritto il 05 novembre 2008 alle 20:11 :

    puni mà?il tuo vocabolario e così ristretto,dici sempre la stessa frase.Se non sei molfettese perchè ti rode????????. Rispondi a tiupin

  • SAXARUBRA ha scritto il 05 novembre 2008 alle 19:15 :

    questo ambientalismo tanto sbandierato è solo l'ennesima facciata dietro cui si nascondono interessi economici e politici(pensate alle associazioni come a serbatoi di voti elettorali e capirete la mia affermazione). Rispondi a SAXARUBRA

  • puni ha scritto il 05 novembre 2008 alle 16:31 :

    è il sindaco che i molfettesi hanno voluto. ora tenetevelo caro caro. Rispondi a puni

  • blissboy ha scritto il 05 novembre 2008 alle 15:11 :

    dove andiamo con questi personaggi.... siete solo BURATTINI!!!!! Rispondi a blissboy

  • koli83 ha scritto il 05 novembre 2008 alle 14:44 :

    io direi che grazie alla caserma molfetta cammuffò altri tipi di interessi in interessi ambientalistici Rispondi a koli83

  • scogliofresco ha scritto il 05 novembre 2008 alle 14:09 :

    al comune ci sono molti ignoranti che lavorano,,non e' solo la caserma da eliminare,ci sono anche tante palazzine,che fuoriescono dalle strade,,,,uekk Rispondi a scogliofresco

  • noentiendo ha scritto il 05 novembre 2008 alle 09:12 :

    mah.. e perchè non protestano contro la costruzione dell'area di servizio su via giovinazzo?non è tutela dell'ambiente anche quello? a prescindere se si sia d'accordo o meno con la costruzione della nuova struttura, opinione personale e che ci sia tanta politica in tali associazioni e movimente.... Rispondi a noentiendo

  • wellcom0 ha scritto il 05 novembre 2008 alle 08:07 :

    Tutto fa pensare che si tratta di associazioni ambientaliste " a credenza" di non certo nuova concezione. Rispondi a wellcom0