Centro storico, il giallo delle basole

Contraddizioni tra progetto ed esecuzione dei lavori: le associazioni protestano. Il Wwf: «presenteremo un esposto alla Procura». La Soprintendenza: «pronti per un sopralluogo»

Attualità
Molfetta lunedì 11 maggio 2009
di Lorenzo Pisani
© MolfettaLive.it
Dalla lisca di pesce al compluvio centrale: cambia la pavimentazione del centro storico. E cambiano anche le chianche: non più quelle antiche ma basole più moderne. Più piccole, più sottili.

La mutazione è cominciata da via Sant'Orsola, nel punto più antico della città vecchia, quello che dà sul mare. Inizialmente passato in sordina, adesso sta cominciando a far parlare di sé. Vedremo il perché.

Annunciati con una conferenza stampa lo scorso 20 marzo, i lavori hanno avuto inizio poco prima di Pasqua. Il progetto è ambizioso: «rivalutare Molfetta vecchia, il cui colore delle chianche che riflette la luce solare è unico» affermò l’assessore al centro storico e marketing territoriale Giacomo Spadavecchia.

Perché allora sostituire quelle basole antiche, anche per l’assessore così caratteristiche, con altre moderne? Questa non è che la prima contraddizione di un progetto che fa discutere.

Innanzitutto, la motivazione. I “Lavori di rifacimento del basolato calcareo” sono stati finanziati da una delibera CIPE n. 35/05 “Accelerazione della Spesa nelle Aree Urbane” di importo pari a 3 milioni di euro, che comprende anche le piazze Minuto Pesce e Gramsci.

Cosa hanno in comune questi tre luoghi? L’essere inseriti nel più ampio progetto che prevede l’adeguamento igienico e sanitario delle aree pubbliche in cui è ammesso l’esercizio del pubblico commercio. Se per le piazze la motivazione è immediatamente comprensibile, per il centro storico va ricercata nel “mercatino dell’artigianato e del collezionismo” che si svolge il primo sabato e la quarta domenica di ogni mese. Un totale di 24 giorni l’anno sufficienti, secondo il Comune, per l’inserimento di Molfetta Vecchia nel progetto come area pubblica interessata da pubblici mercati.

Entrando nel dettaglio, il progetto prevede la ripavimentazione delle strade interessate dal mercatino, con recupero di basole esistenti (ove possibile) e integrazione con nuove basole anticate. Parallelalemente è previsto l’interramento delle linee elettriche e telefoniche e la sistemazione delle reti idrico-fognanti, il tutto in appositi canali interrati.

Riqualificare, dunque, in nome del mercatino, ma con un occhio di riguardo alle caratteristiche chianche che, secondo quanto affermato dall’autore del progetto arch. Orazio Lisena, appaiono per la maggior parte «spaccate e deteriorate». Secondo quanto si legge, sul manto superficiale «si è formata una folta vegetazione di erbe nocive che ha provocato lo svellimento di vaste zone di basole».

La percentuale di recupero delle chianche viene stimata attorno al 40%. Ma nelle ultime pagine del progetto scende a circa il 30%.

Per queste basole superstiti sarà previsto il recupero, la rilavorazione e il ricollocamento in opera. La tessitura originale delle lastre a spina di pesce sarà comunque salvaguardata, scrivono i progettisti.

A causa, però, della bassa percentuale stimata, gli stessi valutano di poter pavimentare con le vecchie chianche esclusivamente via Piazza.

Tutte le strade avranno dunque un nuovo lastricato. Nel progetto è precisato che è stata scartata a priori la possibilità di utilizzare basole antiche presenti in commercio, per tre motivi: eccesso del costo della fornitura e relativa incidenza della posa in opera; difficoltà di reperire sul mercato basole antiche di dimensione e aspetto omogeneo tra loro; difficoltà nell’ottenimento della certificazione sulla provenienza delle stesse.

Essendo il centro storico soggetto al vincolo paesaggistico, tale progetto è dovuto passare al vaglio della Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio di Bari e Foggia che, nell’approvarlo ha fatto notare al Comune di Molfetta come la volontà di preservare la struttura originaria contrasti con la stima prevista, pari al 30%. Pertanto il progetto è approvato a condizione, al fine di recuperare più lastre possibili, di operare con cura e a mano alla loro rimozione per la loro successiva ricollocazione nel medesimo sito.

Eventuali integrazioni con nuove chianche sono state concesse dagli uffici di Bari solo in caso di materiali assolutamente non recuperabili.

Una visita al cantiere dimostra che i lavori non stanno operando in questa direzione.

È cambiato, innanzitutto, il disegno originario, a spina di pesce. Adesso al centro di via S. Orsola corre un canale longitudinale, dal quale si dipartono, ad angolo retto, le nuove basole. Nuove, appunto, poiché l’impresa incaricata sta indiscriminatamente pavimentando ex novo la strada. Le basole antiche sono state ammassate in un recinto nei pressi del mare a cala S. Andrea, in attesa di tempi migliori.

«E’ chiaro che collaboreremo con la Soprintendenza» affermò Spadavecchia nella conferenza stampa del 20 marzo.

Come mai allora le prescrizioni degli uffici baresi non sono state rispettate?

Abbiamo provato a chiederlo all’assessore e all’ing. Balducci, responsabile Settore Lavori Pubblici.

Spadavecchia non entra nel merito degli aspetti tecnici, se non per sottolineare la necessità dei lavori ai fini della sicurezza stradale; l’impossibilità a suo dire di accostare basole vecchie e nuove e l’eccessivo costo del ricollocamento del basolato originario.

Come mai numerose strade interessate dai lavori non hanno mai ospitato il giovane mercatino dell’usato, motivo per cui è stato finanziato il progetto? «La priorità è quella della riqualificazione del centro storico» risponde.

Nel merito entra Balducci che giustifica come il cambiamento della cosiddetta tessitura a spina di pesce (prevista dal progetto approvato dalla Soprintendenza) e la sua sostituzione con un’altra completamente differente sia dovuta a ragioni tecniche dettate dalla realizzazione di un compluvio centrale: «in fase esecutiva le situazioni rispetto al progetto cambiano».

C’è da rilevare che finora il centro storico non è mai stato soggetto ad allagamenti dovuti a precipitazioni atmosferiche, proprio in virtù della conformazione dei vicoli “a gobba di bisonte”. Ma anche questo particolare adesso potrebbe cambiare.

La variazione del disegno della pavimentazione sino a mercoledì 6 maggio non risultava comunque comunicata agli uffici della Soprintendenza.

Come mai si sta provvedendo alla messa in opera di nuove lastre? Le tre motivazioni citate in precedenza non decadrebbero in quanto presso la Multiservizi, il palazzetto dello Sport di via Giovinazzo, l’isolato tra le vie Preti e Mammone, la stesse sede degli uffici comunali e la scuola elementare Zagami sono presenti depositi di chianche antiche? Non si sarebbe potuto integrarle con quelle?

Perché si sta provvedendo allo svellimento attraverso la pala meccanica e il martello pneumatico in contrasto con quanto prescritto in sede d’approvazione?

«Il tipo di mezzo meccanico utilizzato non è traumatico per le basole, ma serve solo ai fini del loro sollevamento – dichiara Balducci – e l’utilizzo della nuova pavimentazione è dettato da ragioni economiche e di pericolo per gli operai, ai quali va garantita la sicurezza». Quanto ai depositi comunali «saranno utilizzate anche quelle chianche». Un’altra novità assoluta.

Ma se le operazioni sono così difficoltose, perchè in via Piazza queste basole antiche così pesanti e pericolose verranno comunque rimesse in opera? «Bisogna considerare lo stress fisico degli operai; se si dovessero sistemare le basole originarie in tutto il centro storico si sarebbe costretti ad effettuare un ricambio tra le maestranze dovuto alla loro fatica» conclude.

A causa dell’eliminazione del disegno originario e la sistematica sostituzione delle antiche lastre provenienti dalle cave molfettesi, oggi non più operanti, Italia Nostra (la nota della sezione di Bari nella colonna a destra), Archeoclub, Legambiente protestano. Il Wwf dichiara: «presenteremo un esposto alla Procura della Repubblica per chiedere la verifica di eventuali reati di natura penale».

Anche la Pro Loco, in ogni caso favorevole ai lavori, sostiene il mantenimento del caratteristico piano stradale e del maggior numero di chianche.

A ciò si devono aggiungere i pareri dei residenti. Ai favorevoli - «finalmente si potrà camminare senza il rischio di scivolare» - si fronteggiano i contrari che allegano alcune testimonianze: i danni provocati alla rete idrica dai mezzi meccanici.
Dubbi anche sul cemento utilizzato per il massetto, che in alcuni casi ha coperto delle murature di costruzioni preesistenti «che andavano perlomeno documentate» e timori di eventuali infiltrazioni: «il congiungimento delle basole con le murature esterne non è stato ancora sigillato e questo ci fa temere per le piogge». «Quella che sta cambiando è l’autenticità del centro storico» dichiarano.

La Soprintendenza, sentita a riguardo, si dice pronta ad intervenire con un sopralluogo in caso di altre segnalazioni.

Intanto, il volto del centro storico sta cambiando, irreversibilmente. A fine lavori soltanto via Piazza conserverà l’assetto originario. Sì, perché ad essere ripavimentati, al contrario del progetto (allegato nella galleria fotografica), saranno tutti i vicoli, come affermato dall’assessore Spadavecchia.

L’ultima delle contraddizioni di questa vicenda.
Lascia il tuo commento
commenti
I commenti degli utenti
  • tanuccio ha scritto il 12 maggio 2009 alle 15:20 :

    Ma dai!!! non ho mai sentito tante corbellerie dette da Balducci tutte assieme! Rispondi a tanuccio

  • thccc ha scritto il 11 maggio 2009 alle 20:11 :

    io alle volte mi vergogno di vivere in un posto in cui le cose vanno così. Rispondi a thccc

  • FALKO ha scritto il 11 maggio 2009 alle 13:03 :

    Cos'altro si può aggiungere. Poteva avere esito diverso, la vicenda? Questi sono i personaggi, cosa pretendete. E poi, il WWF e legambiente, già sono partiti in quarta (con l'esposto), come sempre, per cui ora, indipendetemente da quello che possiamo dire o non dire, per noi, parlerà chi di dovere... Buona Chianca a Tutti. Rispondi a FALKO

  • giupos ha scritto il 11 maggio 2009 alle 13:02 :

    Bah a sto punto mi chiedo dove fosse l'ufficio tecnico (settore lavori pubblici) durante l'esecuzione dei lavori...??!! se tutti facessero il proprio lavoro con diligenza, nn solo approvando i lavori, ma anche scendendo in campo per verificare l'esecuzione, ste cose nn succederebbero... BUONANOTTE A TUTTI... Rispondi a giupos

  • Levantino ha scritto il 11 maggio 2009 alle 11:10 :

    Quando si dice che i Lavori Pubblici servono non a migliorare le condizioni di vita dei cittadini, ma a spender soldi (pubblici) a vantaggio di pochi (per lo più incapaci di svolgere il proprio lavoro). Rispondi a Levantino

  • emy81_it ha scritto il 11 maggio 2009 alle 09:34 :

    Complimenti al Vs. giornalista per l'articolo. Io credo che noi molfettesi non dovremmo rimanere inerti dinanzi a questi obbrobri che nascondo chissà quali reali motivazioni.è uno scandalo, non possiamo lasciar distruggere la nostra città da gente di questo calibro.lottiamo x difenderla!!! Rispondi a emy81_it

  • Zero50 ha scritto il 11 maggio 2009 alle 08:23 :

    Complimenti per l'inchiesta, Molfetta annovera molti depredatori di basole, vedi piazza paradiso , piazza immacolata e tutti i marciapiedi del centro. Rispondi a Zero50