Un'eccellenza del territorio

Azienda agricola Azzollini: da tre generazioni passione, ricerca e qualità

Una storia iniziata nel 1959 e che oggi continua a essere di di grande successo

Contenuti Suggeriti
Molfetta sabato 05 giugno 2021
di La Redazione
Giuseppe e Sergio Azzollini
Giuseppe e Sergio Azzollini © Azienda agricola Azzollini

Si scrive Azzollini ma si legge famiglia. Prima ancora che azienda, sacrificio, passione. Quella di cui parliamo è una vera e propria impresa familiare che, come tradizione vuole, si tramanda di generazione in generazione. Questa storia comincia nel 1959, quando Giuseppe Azzollini prende a coltivare, nel suo campo, gli ortaggi in modo classico. Siamo nelle campagne di Giovinazzo, su una superficie circa 50.000 mq. Nel 1977, poi, Giuseppe decide di iniziare suo figlio Sergio all’arte della coltivazione e all’odore della terra, e nasce così il progetto di costruire la prima serra in legno sostituita, nel 1986, da strutture in ferro. Due generazioni, però, non bastano. E così arriva anche Giuseppe, figlio di Sergio, ad affiancare papà e nonno. Un’ operazione che parla di segreti tramandati, di tecniche sempre in aggiornamento e della voglia di donare al consumatore prodotti che siano sempre di qualità. Minimo comune denominatore, la passione e la dedizione per un lavoro che sì, mette in contatto l’uomo con la natura, ma che richiede un impegno costante ogni giorno e che non conosce festività o vacanze.

“Produciamo cetrioli – ci racconta Giuseppe Azzollini – pomodori da consumo fresco e da qualche anno anche piante aromatiche”. Ma qual è il segreto di prodotti tanto freschi quanto genuini? Giuseppe ci spiega che la loro è una coltivazione idroponica, ovvero con la tecnica del fuori suolo: “Le nostre piante – prosegue – nascono su un substrato inerte e sterile. La terra quindi è sostituita da perlite che è una roccia vulcanica”. 

Le piante, poi, vengono irrigate con una soluzione nutritiva di acqua e composti inorganici che riescono perfettamente ad apportare tutti gli elementi necessari alla normale nutrizione minerale. “Attraverso l’idrocultura, così, riusciamo a controllare la crescita delle piante durante tutto l’anno – ci spiega ancora Giuseppe Azzollini – oltre al fatto che questa tecnica ci permette di ridurre completamente l’utilizzo di agro farmaci così da ottenere prodotti a residuo zero”. Un’ azienda pioniera in questo senso, quella della famiglia Azzollini, che riesce a coltivare e commercializzare prodotti sempre genuini e sani, merce rara di questi tempi. Ma non è tutto. A questo si aggiunge anche la semina delle piante aromatiche più diffuse nel nostro Paese, coltivabili in vaso o in campo aperto. E infine c’è l’impollinazione con sistemi naturali.

Dalla coltivazione classica, insomma, di strada se ne è fatta: “È bello sentire di avere un prodotto quasi unico – ancora le parole di Giuseppe Azzollini – sul mercato per le sue caratteristiche organolettiche. Ciliegini, datterini, datterini gialli, pomodori verdi e cetrioli, sono i nostri prodotti di punta, ma stiamo anche avviando la gamma dei sottoli e poi, tra i vari progetti, c’è quello dell’ingrandimento dell’azienda”. Tanti sogni che meritano di essere esauditi, perché se è vero che la strada è lunga, è altrettanto provato che quella percorsa finora ha portato a risultati ottimi. A tal punto che l’azienda Azzollini, da circa tre anni, tiene laboratori didattici ed è convenzionata con l’Università degli Studi di Bari, accogliendo tirocinanti pronti a imparare e tradurre in tesi le tecniche della coltivazione fuori suolo. E il Covid? Non ha mica fermato tutto questo.

“Per fortuna –le parole di Giuseppe Azzollini – non siamo stati toccati da questa pandemia, per lo meno non in maniera irreparabile”. Un sospiro di sollievo, dunque, ma anche uno stimolo ad andare sempre oltre, con la voglia di ampliare la rete commerciale e le proprie tecniche di coltivazione. Un sogno impossibile? Assolutamente no. Perché quando c’è passione e dedizione anche l’impossibile diventa fattibile, specie se intorno si ha una famiglia dalle radici forti e dalle spalle larghe: “Ringrazio mia moglie – conclude Giuseppe Azzollini – e tutta la mia famiglia e spero tanto che ciò che stiamo pian piano costruendo possa essere poi portato avanti da mio figlio”. Di generazione in generazione. Come nelle migliori storie.

Lascia il tuo commento
commenti