Si torna a parlare del caso che ieri ha fatto rumore in città

La Vita in Diretta a Molfetta per il caso "pizzeria"

Le parole dei molfettesi, dei titolari della pizzeria e del legale

Cronaca
Molfetta martedì 02 febbraio 2021
di La Redazione
Il servizio di Rai Uno sulla pizzeria di Molfetta
Il servizio di Rai Uno sulla pizzeria di Molfetta © MolfettaLive.it

Il caso della pizzeria aperta nonostante i titolari fossero positivi al covid finisce in tv. In un servizio andato in onda su "La vita in diretta", si è tornato a parlare della questione che da ore ormai fa discutere un'intera città.

L'inviato del noto programma televisivo, in diretta da corso Dante, ha ricapitolato le tappe della vicenda: l'infrazione ravvisata nei giorni scorsi dalla polizia locale, la denuncia preannunciata dal Comune con una nota ufficiale e il punto di vista dei diretti interessati.

La proprietaria della pizzeria ha, di tutta risposta, affermato che sia lei che il marito avessero avuto esiti negativi dai tamponi effettuati.
Nel corso del servizio sono stati raccolti anche alcuni pareri della gente, concordi rispetto alla pericolosità della violazione della quarantena fiduciaria. 
“È un crimine - afferma un molfettese intervistato - fai morire altra gente. È pericoloso.”

Le tappe della vicenda sono note. Mirko Pepe, proprietario dello Chat Noir e positivo al covid-19, dopo aver effettuato un tampone antigenico risultato negativo, è tornato in pizzeria, pur non avendo ricevuto l'esito del tampone molecolare. Arrivato oggi, il tampone è risultato negativo. 

“Ma l’avere abbandonato la propria abitazione - è il punto di vista di Bepi Maralfa, raggiunto anch’egli telefonicamente - potrebbe tuttalpiù integrare una violazione di carattere soggettivo ma non attinente all’attività commerciale".

Lascia il tuo commento
commenti
I commenti degli utenti
  • Mauro Solimini ha scritto il 02 febbraio 2021 alle 19:19 :

    Bisogna vivere non morire di fame e psicologicamente.Le restrizioni ammazzano l'economia e distruggono la psiche e i rapporti umani Rispondi a Mauro Solimini