A distanza di 10 anni, il Tribunale di Trani ha emesso una sentenza che ribalta l’impianto accusatorio

“Mani sulla città”, non fu associazione a delinquere. Una sola condanna per falso in atto pubblico

Rocco e Donato Altomare furono arrestati. Ai domiciliari finirono in cinque; cinquantuno gli indagati

Cronaca
Molfetta mercoledì 24 febbraio 2021
di La Redazione
Aula di Tribunale
Aula di Tribunale © n.c.

Era il 2011, quando Molfetta fu svegliata da un’operazione che fece parlare e avrebbe fatto parlare nel corso degli anni a seguire. Fu chiamata “Le mani sulla città”, protagonisti furono 60 uomini del corpo forestale dello Stato, che arrestarono l’ingegnere Rocco Altomare, all’epoca capo del Settore Territorio, e il fratello Donato. 

Finirono ai domiciliari anche l’architetto Giambattista del Rosso, il geometra Nicolò De Simine, il geometra Alessandro de Robertis e l’ingegnere Gaetano Di Mola, tutti professionisti dello studio tecnico A&D srl, di cui furono sequestrate anche le quote.

A tutti veniva contestato il reato di associazione per delinquere. Ai domiciliari finì anche un nome storico dell’edilizia molfettese, il costruttore Mauro Spadavecchia. Cinquantuno furono gli altri indagati. 

Gli arrestati furono accusati di “aver messo in piedi un comitato d’affari per la gestione dell’edilizia”. Spiccò il sequestro dell’ex Hotel Tritone, per il quale si ipotizzò il reato di concussione e il procuratore capo Capristo e il pm Savasta, titolare dell’indagine, parlarono addirittura di «miracolo», visto che il piano regolatore imponeva un vincolo che ne rendeva impossibile la riconversione a uso abitativo. 

Ebbene, a distanza di 10 anni, il Tribunale di Trani ha emesso una sentenza che ribalta l’impianto accusatorio. Sono stati assolti dall’accusa di associazione per delinquere i fratelli Altomare Rocco e Donato e il figlio Corrado (difesi dagli avvocati Giuseppe Modesti e Giuseppe Mariani), l’architetto Giambattista del Rosso, i geometri Nicolò De Simine e Alessandro de Robertis, e l’ingegnere Gaetano Di Mola (tutti difesi dall’avvocato Marcello Belsito) perché il fatto non sussiste. Identica assoluzione per queste stesse persone, oltre che per Mauro Spadavecchia (difeso dagli avvocati Michele Laforgia e Andrea Calò), rispetto all’imputazione di concussione e abuso edilizio, in riferimento alla faccenda hotel Tritone. Corrado e Donato Altomare, Giambattista Del Rosso e Nicolò De Simine sono, inoltre, stati assolti dal reato di falso in atto pubblico. 

Oltre a queste assoluzione, si registra una pioggia di prescrizioni, con una sola condanna. Si tratta di quella a Rocco Altomare, per il reato di falso in atto pubblico, in relazione al cosiddetto piano dell’agro. Assolti, per questo capo di imputazione, Corrado e Donato Altomare, oltre che Giambattista Del Rosso e Nicolò De Simine.

La sentenza pone fine ad una vicenda umana e processuale drammatica che ha visto noti professionisti accusati e arrestati, tra le altre cose, per il reato infamante di associazione per delinquere, da cui sono stati tutti assolti perché il fatto non sussiste.

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