Antares, il presidente della cooperativa condannato a tre anni

La sentenza emessa lunedì. Luigi Gianni Sallustio condannato per estorsione e falso ideologico. Assolto l’altro imputato Antonio Luigi Rinaldi

Cronaca
Molfetta sabato 20 novembre 2010
di La Redazione
© MolfettaLive.it
Una condanna a tre anni e un’assoluzione: si è concluso lunedì il rito abbreviato a carico di Luigi Gianni Sallustio e Antonio Luigi Rinaldi, rispettivamente presidente e socio della cooperativa edilizia Antares.

Sallustio è stato condannato dal giudice per le udienze preliminari di Trani, Angela Schiralli, per estorsione e falso ideologico alla pena di tre anni di reclusione, al pagamento di 400 euro di multa e delle spese processuali e all’interdizione per cinque anni dai pubblici uffici. E dovrà anche risarcire sei soci della cooperativa. L’ammontare della cifra sarà quantificata in sede civile; il tribunale frattanto ha accordato il pagamento di una provvisionale immediatamente esecutiva di 120mila euro da dividersi tra i sei.

Si era costituito parte civile anche il comune.

Assolto dall’accusa di illecita influenza sull’assemblea «perché il fatto non costituisce reato» e di falso ideologico «perché il fatto non sussiste» Rinaldi.

Nel procedimento era anche imputato l'ex dirigente del settore Territorio del Comune di Molfetta, Giuseppe Parisi, nel frattempo deceduto.

Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro novanta giorni.

La vicenda riguarda la costruzione di un fabbricato in regime di edilizia convenzionata nella zona di espansione a ridosso dell’ospedale. Alcuni esposti fecero scattare le indagini della guardia di finanza coordinate dal pubblico ministero Luigi Scimè. Nel mirino della magistratura, l’esclusione dalla graduatoria di sei soci, poi riammessi dopo l’arbitrato del tribunale civile.

Dell’edificio non resta adesso che uno scheletro. Sfumata la prospettiva di una casa, gli inquilini in questi anni hanno continuato ad abitare in affitto, «non senza difficoltà». Comprensibile la loro soddisfazione: «Che questa sentenza sia un monito per tutti, e che possa contribuire a far luce su una serie di aspetti poco chiari che gravitano attorno al mattone», dichiarano le parti civili, assistite in questi anni dagli avvocati Tullio Bartolino, Francesco Logrieco e Donato de Tullio.

«Il gup dott. Schiralli ha emesso solo “il dispositivo” della sentenza, la cui motivazione verrà pubblicata nei prossimi 90 giorni. Allo stato attuale quindi non si comprende quali siano le condotte delittuose a carico dello scrivente riconosciute dal magistrato», afferma in una nota Sallustio.

Il punto l’ha messo la magistratura, non senza che del caso Antares si sia occupato anche il consiglio comunale. Il dicembre dello scorso anno il consigliere di Rifondazione, Gianni Porta, aveva interrogato l’amministrazione sull’argomento edilizia convenzionata, sottoponendo non poche perplessità. Quattro mesi dopo, la risposta dell’assessore e vicesindaco Pietro Uva, a rassicurarlo sui controlli effettuati da Palazzo di Città e sulla sua costituzione di parte civile nel procedimento in corso, approvata l’8 aprile di quest’anno.
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