Comune e regione parte civile nel processo Truck Center bis. Oggi l’udienza preliminare

Venti i rinviati a giudizio per la strage del 3 marzo 2008. Tra questi Eni, Nuova Solmine e Meleam Puglia e i dirigenti di Fs Logistica e La 5 Bio Trans già condannati nel primo processo

Cronaca
Molfetta mercoledì 23 febbraio 2011
di La Redazione
© MolfettaLive.it
Si terrà questa mattina nel tribunale di Trani l’udienza preliminare del processo Truck Center bis, dal nome dell’azienda in cui il 3 marzo 2008 si verificò l’incidente sul lavoro che costò la vita agli operai Luigi Farinola, Biagio Sciancalepore, Guglielmo Mangano e Michele Tasca e Vincenzo Altomare, titolare dell’azienda della zona Asi.

Le vittime morirono per inalazione di acido solfidrico durante il lavaggio di una cisterna.

Il procedimento è stato originato dalla sentenza di primo grado che ha visto la condanna di tre dirigenti (Alessandro Buonopane, Mario Castaldo di Fs Logistica e Pasquale Campanile de La 5 Bio Trans) e tre società (oltre alle due già citate, la stessa Truck Center) e la trasmissione degli atti al pubblico ministero Giuseppe Maralfa per esaminare altre presunte responsabilità.

E la procura lo scorso agosto ha chiesto il rinvio a giudizio per 17 persone, di cui 13 facenti capo a 3 società, anch’esse rinviate a giudizio: Eni spa, Nuova Solmine spa e Meleam Puglia; di quest'ultima società è stato chiesto anche il rinvio a giudizio per illecito amministrativo dipendente da reato. I reati contestati sono omicidio colposo aggravato plurimo e lesioni personali aggravate.

La procura, inoltre, ha chiesto il rinvio a giudizio di un consulente della Nuova Solmine, per la falsa testimonianza resa nel primo processo e dei responsabili della Fs Logistica e della La 5 Bio Trans (già condannati in primo grado) per avere fatto bonificare le cisterne all'azienda molfettese, nonostante fosse sfornita delle necessarie autorizzazioni amministrative.

Per sette imputati facenti capo all'Eni, le accuse sono di non avere evitato che lo zolfo fuso caricato dai serbatoi di stoccaggio della raffineria Eni di Taranto (così come quello della cisterna in cui si verificò l'incidente durante le operazioni di bonifica) fosse trasportato e messo in circolazione senza una preventiva valutazione dei pericoli derivanti dalla presenza dell'acido solfidrico nella stessa cisterna. In particolare, non avrebbero fatto in modo che quel prodotto industriale fosse classificato considerando la presenza dell'acido, in modo da fornire al trasportatore le informazioni necessarie alla segnalazione della pericolosità della cisterna.

Per altri cinque imputati facenti capo alla Nuova Solmine, l'accusa è di non essersi attivati, “per quanto perfettamente a conoscenza della pericolosità del contenuto della cisterna", affinché dopo lo scarico la cisterna fosse adeguatamente bonificata o fosse segnalato il pericolo e la tossicità per inalazione della sostanza.

E' stato chiesto il rinvio a giudizio anche per il rappresentante legale della Meleam Puglia perché, essendo stato incaricato dalla Truck Center di procedere alla valutazione dei rischi derivanti dalle attività svolte dalla società, avrebbe fatto solo un sopralluogo "formale" e "superficiale" redigendo un documento di valutazione del rischio "assolutamente generico". Nei suoi confronti la procura ha anche chiesto il rinvio a giudizio per truffa aggravata in danno della Truck Center.

Secondo la procura, tutte queste condotte "attive ed omissive concorrevano, con quelle dei responsabili delle società Fs Logistica e della società La Cinque Biotrans già condannati nel primo processo, a cagionare l'incidente".

Hanno annunciato la propria costituzione di parte civile la Regione Puglia e il Comune di Molfetta, quest’ultimo per tramite dell’avv. Francesco Logrieco.
Lascia il tuo commento
commenti