Le vittime emettevano fatture fasulle che gli usurai utilizzavano per ottenere dall'Agenzia delle Entrate risarcimenti Iva.

Usura, riciclaggio e corruzione nell'operazione "Fenerator 2": coinvolta anche una molfettese

Si tratta di Palma Antonella Marcario 42enne di Molfetta, dipendente dell'Agenzia dell'Entrate di Trani, posta agli arresti domiciliari.

Cronaca
Molfetta mercoledì 12 settembre 2007
di La Redazione
© MolfettaLive.it

Sono undici le ordinanze di custodia cautelare eseguite all'alba di ieri dal Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata del Nucleo Polizia Tributaria Guardia di Finanza di Bari sugli sviluppi delle indagini dell’operazione "Fenerator" (dal latino "usuraio" ) che lo scorso aprile aveva tolto il velo su una organizzazione a delinquere che a Corato applicava tassi usurari oscillanti tra il 48% ed il 443%.

Oltre agli undici arresti, di cui 5 in carcere e 6 ai domiciliari, è stato emesso dal G.I.P. del Tribunale Roberto Oliveri Del Castillo, su richiesta del Sostituto Procuratore Carla Spagnuolo della Procura di Trani, un provvedimento di sequestro di beni, per un valore complessivo di circa 1,4 milioni di euro.

Notificato anche un avviso di garanzia ed un provvedimento di sequestro di beni, ai sensi della normativa antimafia, nei confronti di uno dei soggetti tratti in arresto e di un avvocato indagato a piede libero per il reato di riciclaggio.

Torna in carcere il capofila dell'associazione a delinquere, l'imprenditore coratino Flavio D'Introno, 34 anni, per cui, precisa il Sostituto Procuratore «le misure restrittive si erano solo affievolite (era soggetto all'obbligo di dimora, ndr) ma ora sono state nuovamente elevate alla luce di nuove e gravissime ipotesi di reato, dall'inquinamento delle prove messo in atto mentre era già agli arresti, alla corruzione, oltre ad almeno altri tre episodi di usura effettuati nei confronti di altrettanti imprenditori coratini.»

Particolarmente grave, secondo la Procura «perchè coivolge l'ente dedito al controllo fiscale», l'episodio di corruzione e falso ideologico commesso da Palma Antonella Marcario 42enne di Molfetta, dipendente dell'Agenzia dell'Entrate di Trani posta agli arresti domiciliari.

La Marcario, nel corso di una verifica fiscale svolta nei confronti della società amministrata all'epoca dei fatti da D'Introno (che risponde del concorso in corruzione), avrebbe ricevuto in dono un aiuto finanziario per l'acquisto di un'autovetture a fronte di un'agevolazione nel controllo ispettivo.

Tra i soggetti destinatari dell'ordinanza custodiale ai domiciliari, risultano anche il gioielliere Savino Zitoli ed il titolare di un noto negozio di abbigliamento, Nicola Bucci, che hanno reso dichiarazioni all'Autorità Giudiziaria risultate del tutto false e finalizzate ad aiutare D'Introno ad eludere le investigazioni in corso. Entrambi sono di Corato.

Le vittime, che hanno ricevuto prestiti di denaro, a causa delle difficoltà nella restituzione del debito, sono state costrette ad emettere fatture per operazioni inesistenti che gli usurai utilizzavano per ottenere indebitamente un credito Iva.

A completare il quadro delle ordinanze di custodia cautelare emesse dalla Procura di Trani nomi nuovi e vecchi, ovvero già coivolti nel primo filone di indagine dell'operazione "Fenerator": Giuseppe Capogna, 38 anni, Sabino Balducci, Eligio Di Bari, 48 anni, Pasquale Greco, Sabino Lupo, 35 anni, Luigi Masciavè, 42 anni e Vincenzo Saragaglia, 50 anni.

«Uno degli arrestati - ha precisato la dott.ssa Spagnuolo - era stato in precedenza vittima dell'usura, prima di applicare a sua volta tassi usurari.»

Indagato a piede libero per il reato di riciclaggio anche l'avvocato Cristofaro Diaferia, legato a D'Introno, per cui la Procura aveva richiesto l'arresto.

Oltre all'avvocato, che risponde del reato di riciclaggio, su disposizione del magistrato titolare dell'indagine, le Fiamme Gialle hanno proceduto ad effettuare indagini economico patrimoniali anche nei confronti di un altro dei soggetti destinatari delle ordinanze di custodia cautelare in carcere.

Tali riscontri hanno consentito di rilevare che i due, a fronte di redditi dichiarati appena sufficienti a garantire il sostentamento quotidiano, avevano accumulato un patrimonio composto da due immobili, due locali commerciali, tre abitazioni ed un lussuoso appartamento, nonchè due società con relativi compendi aziendali, patrimonio sottoposto a sequestro ai sensi dell'art. 12 sexies della L. 356/92 (legge antimafia).

Questi arresti rappresentano la prosecuzione delle indagini avviate, come detto, lo scorso aprile con l'operazione "Fenerator", ma con una differenza sostanziale.

Se l'operazione "Fenerator" era partita dalle denunce di alcune vittime strozzate, questa seconda trance di provvedimenti nasce dalle approfondite indagini del G.I.C.O. che, nonostante la mancata collaborazione di molte delle vittime usurate, è riuscito a risalire alle radici di quello che è ormai definito un fenomeno diffuso.

Almeno tre delle vittime dell'usura non hanno infatti neppure ammesso di aver subìto tassi usurari.

«Per chi ha denunciato gli usurai - ha riferito il Sostituto Procuratore della Repubblica di Trani Carla Spagnuolo - sono già state avviate le pratiche per l'accesso al fondo dedicato alle vittime dell'usura. Chi invece non ha denunciato, come da norme di legge, è stato imputato di favoreggiamento.»

Con gli arresti odierni salgono a 17 le persone destinatarie delle misure cautelari personali (alcune delle quali attinte per due volte), mentre i sequestri patrimoniali ammontano ad oltre 15,6 milioni di euro.

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I commenti degli utenti
  • Zero50 ha scritto il 13 settembre 2007 alle 00:08 :

    speriamo gli altri imprenditori non siano tutti come D'Introno Rispondi a Zero50

  • amatogiampaolo ha scritto il 12 settembre 2007 alle 13:00 :

    ottimo lavoro della guardia di finanza Rispondi a amatogiampaolo