L'approfondimento

Gli uomini di Giancaspro e quel bando "a nostra immagine e somiglianza"

Nel 2016 fu l'amministrazione comunale tranese ad avvicinare il gruppo di Giancaspro: chiesto un sostegno al Trani calcio e in cambio avrebbero avuto modo di fare affari in città

Cronaca
Molfetta venerdì 17 maggio 2019
di La Redazione
L'intervento della dottoressa Curione
L'intervento della dottoressa Curione © Tranilive.it

Durante la conferenza stampa la dottoressa Curione ha approfondito gli aspetti relativi al legame nato tra l'amministrazione Bottaro ed il gruppo Giancaspro. Nel settembre del 2016 c'è stato un contatto tra l'amministrazione Bottaro ed il "gruppo Giancaspro". L'amministrazione tranese ha chiesto l'intervento di Giancaspro affinché finanziasse la società sportiva dilettantistica tranese che in quel periodo non versava in buone condizioni sul piano economico e sportivo, con la promessa in cambio di un suo intervento di poter ottenere affari nel territorio della città di Trani.

Il gruppo Giancaspro a un certo punto del rapporto con l'amministrazione ha preteso come da intercettazioni, un "segno tangibile" che in quel momento storico fu rappresentato da una gestione degli affari relativi allo stadio comunale in ossequio a quelli che erano gli interessi del gruppo stesso. Grazie ad alcuni funzionari pubblici (indagati) si provvide a revocare il precedente bando emesso in favore della vecchia direzione Trani calcio perché considerato sfavorevole rispetto agli interessi del "gruppo".

Scatta così l'affidamento temporaneo e si elabora il bando per l'affidamento successivo, dalle attività investigative emerge che "il sindaco dà disposizioni agli uomini di Giancaspro di predisporre il bando, l'espressione che gli uomini di Giancaspro useranno è scrivere il bando a nostra immagine e somiglianza sulla scorta - a dire degli interlocutori nelle telefonate intercettate - dell'incapacità dei dipendenti comunali di occuparsi della vicenda" dice la dott. ssa Curione.

L'ipotesi di peculato arriva a causa di una liquidazione che su carta sarebbe servita per le spese di gestione dello stadio ed invece sarebbero dei veri e propri rimborsi per i finanziatori.

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