Scompare a 68 anni

Ci lascia Giovanni La Candia, volto del giornalismo molfettese

Fu direttore di Telemare e Telemolfetta e attivo nel mondo radiofonico

Cronaca
Molfetta lunedì 20 maggio 2019
di Antonio Aiello
Giovanni La Candia
Giovanni La Candia © n.c.

Sono quei articoli non vorresti mai scrivere, quelle notizie che non vorresti mai dare, pensieri che metti giù fra il dolore e le lacrime per ricordare un amico, un maestro e un collega. Ha riposto il tappo sulla sua biro e chiuso il suo block notes, lasciandoci per sempre, Giovanni La Candia, 68 anni, un maestro e un padre per molti di noi. A diverse generazioni ha trasmesso questa magnifica passione. Incoraggiando diversi di noi ad andare avanti, insegnandoci l’abc del giornalismo, i trucchi del mestiere, ma anche il rispetto per le persone, soprattutto, nel raccontare asetticamente la notizia lasciando al lettore la possibilità di trarre le sue conclusioni.

È stato direttore delle emittenti televisive Telemare e Telemolfetta, direttore del periodico "Molfetta il messaggio", ricoprendo poi il ruolo di direttore responsabile di diverse radio molfettesi. Il 14 dicembre di due anni fa, nel Gran Salone delle feste e delle cerimonie della Prefettura di Bari, gli è stata consegnato il diploma di Onorificenza di “Ufficiale” al Merito della Repubblica Italiana. A chi l'ha conosciuto mancherà la sua sincerità, la serietà che diventava simpatia all’occorrenza. Chi ha condiviso con lui la passione ha in mente ricordi che sono pezzi di storia di questa città. Ha raccontato ai lettori la storia di una città, intervistando volti noti della città che ora ritroverà lassù, come Enzo De Cosmo, Gianni Carnicella, Beniamino Finocchiaro, ed infine, Don Tonino Bello.

Ricordo il pomeriggio passato sul porto, io alle prime armi e lui direttore, a raccontare il primo sbarco di albanesi a Molfetta, oppure, quel pomeriggio del 20 aprile di 26 anni fa quando ci avvertisti di verificare la veridicità delle notizie sulla morte di Don tonino.

Ultimamente il pensiero era sempre per i nostri emigrati e sulle condizioni in cui vivevano, come l’esperienza vissuta in Venezuela e quel grido di dolore dei nostri concittadini che abitano il paese sudamericano.

Con lui perdiamo un uomo e un giornalista che usava ancora penna e taccuino.

Un abbraccio va alla moglie Margherita e ai figli Gaetano e Luigi.

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