La storia

Molfettese truffato: acquista il nuovo Iphone, riceve il pacco ma questo è vuoto

Davide Mezzina: “Ho intenzione di fare rumore. Ho fatto un video per gioco, goliardicamente con i miei amici e ho ricevuto questa sorpresa: il pacco vuoto e manomesso”

Cronaca
Molfetta sabato 28 settembre 2019
di Angelo Ciocia
Il momento in cui Davide Mezzina scopre la truffa ai suoi danni
Il momento in cui Davide Mezzina scopre la truffa ai suoi danni © n.c.

Si chiama Davide Mezzina, acquista spesso da negozi online. Un video goliardico, simpatico e una “scommessa” con gli amici, rende social la truffa che ha subìto.

Ma andiamo con ordine. Davide il 14 settembre preordina il nuovo Iphone XI Pro. Costo 1359 euro. Sa benissimo che prima del 20 settembre, in Italia, tale telefono non sarà in commercio e allora, goliardicamente, sapendo di essere uno dei primi ad essere in possesso del nuovo strumento tecnologico, promette di fare un video. Simpatiche goliardate tra amici.

Nel preordine, come indirizzo di consegna, Davide specifica, “Primo indirizzo di consegna, il mio. Se non fossi stato a casa, avrebbero lasciato il pacco ai miei vicini di casa, come faccio sempre, d’altronde, causa lavoro”. Il pacco arriva a casa il 24 settembre. A ritirarlo sono i vicini, che per problemi di deambulazione lo fanno tramite cesto calato dal balcone. Nel pomeriggio Davide si reca da loro.

Prende il pacco, si siede, accende la fotocamera interna del cellulare, scarta il pacco. Et voilà, trova auricolari, caricabatterie, tutto. Tranne l’Iphone XI Pro. Tutto meravigliosamente ripreso e documentato dal video.

Da qui parte la “guerra” di Davide. “Devono restituirmi quanto è mio – narra – Ho allertato il servizio clienti di Amazon che mi ha detto di stare tranquillo, ho parlato con la sede centrale di GLS a Milano e con la filiale territoriale che serve Bari Nord, a Corato, che mi ha fatto contattare dal corriere che ha effettuato la consegna”.

Qui iniziano le prime contraddizioni. La versione del corriere, che al telefono afferma di aver lasciato il pacco a Davide, con tanto di firma a consegna avvenuta, differisce da ciò che dice Davide. “Impossibile, ero al lavoro. I vicini hanno ricevuto il pacco e me lo hanno consegnato – dice ancora – Sono pronto a chiedere all’azienda un certificato che attesti ciò. Se fossi stato a casa, dato il valore della merce, avrei aperto il pacco dinanzi agli occhi del corriere. Quando ho visto il pacco, ho notato che qualcosa non tornava”.

Davide è un fiume in piena. Spiega che è solito acquistare online e sa riconoscere un pacco manomesso. “Amazon – puntualizza – è solita sigillare i propri pacchi con un nastro bianco e uno spago. Su uno dei lati del pacco vi era un evidente segno di taglierino, e al posto del nastro bianco, quell’area è stata rattoppata con un altro nastro”. Ma la ricerca della verità continua. “Sulla scatola – dice – era ben visibile il codice seriale, ho inserito tale codice nel sito Apple e ho scoperto che il mio codice seriale era stato attivato il 23 settembre, un giorno prima della consegna”.

Una storia triste, certo. Che ha visto protagonista uno grintoso come Davide. Partono i reclami al servizio clienti, inizia una battaglia fatta di telefonate, tweet, tag e video. Davide ha fatto tutto ciò che è possibile, ha aspettato le fatidiche 72 ore che doveva attendere. Dell’Iphone nemmeno l’ombra. “Ho intenzione di fare rumore adesso. Devo riavere ciò che mi appartiene e sono pronto a denunciare il tutto ai carabinieri, a mettere un legale qualora dovesse servire e perché no, informare Le Iene e Striscia La Notizia. Quanto successo è fuori da ogni logica”.

E così, quello che doveva essere un video simpatico e goliardico è la prova di una truffa. Davide, però, giura di non arrendersi.

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