Alle ore 20.30, presso l'atrio dei pellegrini della Basilica Madonna dei Martiri

"Storie Italiane": mercoledì il nuovo appuntamento

Un recital su Dante intitolato “Scorci sulla Divina Commedia” a cura del Prof Franco Terlizzi con il flautista Ferdinando Dascoli

Cultura
Molfetta lunedì 02 agosto 2021
di La Redazione
Storie Italiane
Storie Italiane © n.c.

Storie Italiane, il primo festival indipendente di letteratura a Molfetta, promosso dalla libreria “Il Ghigno”, torna con un nuovo appuntamento.
In occasione del 700° anniversario del sommo poeta, un recital su Dante intitolato “Scorci sulla Divina Commedia” a cura del Prof Franco Terlizzi con il Maestro* flautista Ferdinando Dascoli.

L'evento si terrà mercoledì 4 agosto alle ore 20.30, presso l'atrio dei pellegrini della Basilica Madonna dei Martiri.
L'ingresso è libero, previa prenotazione. 


Una serata emozionante, all'insegna dell'amore per Dante e per la sua Divina Commedia.
Merito del professor Franco Terlizzi, docente di lettere in pensione, che dedica tutto il suo tempo libero al recupero dei grandi poeti del passato, rivisitandoli alla luce della sua passione per la letteratura, delle sue dottissime conoscenze, delle sue capacità interpretative e della sua non comune prodigiosa memoria.

Il viaggio Dantesco a cura del Prof Franco Terlizzi
" Nel recital DANTE 700 è delineata la discesa agli Inferi, ossia l'angosciosa presa di coscienza del male e del peccato, e quindi appare il Dante 'politico' che sentiva di essere precipitato, in quel fatidico anno 1300, nel grado più basso della sua vita morale, perso nella Selva del disordine e del peccato. Attraverso la declamazione A MEMORIA di alcuni celeberrimi episodi, le tremende invettive, le invocazioni a Dio, le profezie millenaristiche che costellano la Divina Commedia, il recital si articola e si intreccia con l'amara vicenda politica ed esistenziale di Dante, cacciato dalla sua città, privato della sua patria comunale, dello status di cittadino, della sua famiglia, dei suoi beni e della sua dignità di uomo libero. Una condizione spirituale, penosa e umiliante da cui Dante cercherà di riscattarsi, gridando la sua innocenza di "exul immeritus", esorcizzando le sue angosce, le sue ansie, le sue paure, i suoi rimorsi, l'avvilente senso di fallimento con la scrittura del suo immortale capolavoro, che nasce dunque dal dolore e dalla pena del cuore. La Commedia (sarà Boccaccio a definirla Divina) è il percorso eterno dell'uomo che si smarrisce, in una società dove regnano sovrani disordine e anarchia, e sente il bisogno di ritrovare per sé primariamente, e poi per tutti quell'ordine e armonia, che sono il suggello di Dio,"che l'universo a Sé fa simigliante " 

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