Figurenotes, un nuovo modo di imparare la musica

Don Salvatore Pappagallo illustra il sistema Figurenotes.

Cultura
Molfetta martedì 03 ottobre 2006
di Pasquale Caputi
Don Salvatore Pappagallo
Don Salvatore Pappagallo © MolfettaLive.it

Venerdì 13 e sabato 14 Ottobre si terrà presso il Seminario Regionale di Molfetta un convegno interregionale sul tema di Figurenotes, un nuovo e rivoluzionario sistema musicale, ancora in via di sperimentazione ma dalle straordinarie potenzialità.

Nonostante Molfetta abbia avuto l’onore e la responsabilità di ospitare l’unico convegno che si terrà nel Sud Italia, isole comprese, sull’argomento di discussione aleggia una sostanziale disinformazione e la preoccupante indifferenza di chi dovrebbe adoperarsi per sostenerlo.

Tranne gli esperti del settore, in pochi conoscono le peculiarità di un sistema innovativo, che potrebbe cambiare radicalmente le modalità di approccio ed apprendimento alla musica. A molti piacerebbe imparare a suonare uno strumento, ma spesso questo desiderio viene accantonato nel momento in cui ci si scontra con le difficoltà della notazione tradizionale, che richiede generalmente lunghi tempi di studio e apprendimento prima di poter effettivamente "fare musica".

Abbiamo intervistato il Presidente della scuola musicale A. Dvorak (www.scuoledvorak.it), Don Salvatore Pappagallo, uno dei massimi promotori dell’evento, profondo conoscitore di Figurenotes, che ha profuso un convinto impegno affinché anche il Sud Italia avesse la possibilità di approfondire il tema (oltre Molfetta, l’unica città in cui si terrà il convegno è Trento).

Allora Don Salvatore, in pochi sanno davvero cos’è Figurenotes. Può spiegarci brevemente in cosa consiste questo nuovo sistema musicale?
Figurenotes è un nuovo sistema di apprendimento musicale, che non sostituisce quello tradizionale basato sulla notazione ma semplicemente lo modifica, semplificandolo. Il principio di base resta lo stesso, ma le figure sul pentagramma sono rimpiazzate da simboli colorati. Ad ogni nota viene attribuito un colore (ad esempio il do è rappresentato dal rosso) e lo stesso simbolo colorato è applicato sullo strumento, facilitando così la ricerca delle corrette posizioni sullo strumento stesso.

A dire il vero Figurenotes non è una novità assoluta perché paradossalmente un sistema simile era attuato già ai primordi della musica. Quando fu inventata la notazione i righi del pentagramma erano colorati. Oggi il colore evidenzia i simboli, non i righi, ma è straordinario che questa novità tragga spunto da un’intuizione antica. Come dice la Bibbia, “Niente di nuovo sotto il sole”.

Tale sistema può essere applicato a tutti gli strumenti?
Il metodo è già perfezionato per gli strumenti a tastiera e a corde, mentre è in via di perfezionamento per gli strumenti a fiato.

Quali sono i vantaggi di Figurenotes? Cosa lo rende preferibile al tradizionale sistema di notazione?
Innanzitutto grazie a Figurenotes si impara a suonare direttamente sullo strumento; sin dal primo momento suoni musica. Il sistema è impostato in maniera tale che la teoria non sia più il requisito essenziale per imparare a suonare. Questo facilita molto l’approccio alla musica di bambini e anziani, e di chi, in generale, abbia uno spiccato senso pratico ma non amore per la teoria. Ma la novità straordinaria di Figurenotes sta nell’eliminazione di quella che è un’autentica barriera architettonica per i diversamente abili: il pentagramma tradizionalmente strutturato.

É forse questo il senso dell’immagine stampata sulla presentazione del convegno? In cosa potrebbero essere concretamente avvantaggiati i diversamente abili?
L’immagine esprime esattamente questo: il pentagramma, per di più munito di filo spinato, rappresentato come ostacolo da scavalcare, una bambina, un diversamente abile ed un uomo in carriera che corrono verso una nuova idea di musica, una tastiera che evidenzia la concreta applicazione di Figurenotes. Circa le facilitazioni per i diversamente abili, la prof.ssa Gabriella Ferrari, Direttore del Progetto Figurenotes Italia, nonché insegnante presso la scuola musicale delle Giudicarie a Tione di Trento, ha verificato che l’utilità maggiore del nuovo sistema è proprio per loro.

Insegnando Figurenotes ai diversamente abili, ha scoperto degli autentici talenti musicali, le cui potenzialità risultavano inespresse col metodo tradizionale. È, tra l’altro, in via di definizione un sistema che consenta agli ipovedenti e ai disabili visivi di superare il metodo Breil. Infine il sistema è stato inventato dai finlandesi Kaarlo Uusitalo e Markku Kaikkonen, il primo dei quali è musicoterapeuta, quindi particolarmente attento a tali problematiche.

Non pensa che questo metodo, applicato nelle scuole, ambienti notoriamente tradizionalisti e restii a tutto ciò che possa mettere in discussione le consuete tipologie didattiche, possa incontrare degli ostacoli?
Se è vero che molto spesso chi innova è guardato in modo sospettoso, è altrettanto vero che molti insegnanti hanno già dato il loro assenso al progetto. In giugno ho tenuto presso la Scuola Elementare C.Battisti, un seminario di tre giorni a cui hanno partecipato 45 docenti, molti dei quali hanno anche acquistato il libro di Figurenotes, mostrando grande entusiasmo per il nuovo sistema.

A che punto è la sperimentazione in Italia?
Siamo ancora in una fase iniziale. Considera che il libro, tradotto in italiano dalla Ferrari, è stato lanciato nel febbraio di quest’anno. Sicuramente è notevole che l’Italia sia tra le prime a sperimentare nel mondo questo sistema.

Il convegno è una formidabile occasione di visibilità non solo per Figurenotes ma anche per Molfetta stessa. In questo senso come si è mossa l’amministrazione comunale per favorire l’evento? Chi l’ha aiutata nell’organizzazione e promozione del convegno?
Il Comune di Molfetta, insieme alla Regione Puglia, alla Provincia di Bari, al Ministero dell’Istruzione e della Ricerca, ha patrocinato il convegno, ma non ha dato alcun sostegno concreto all’iniziativa. Per Molfetta è un’occasione da non perdere, ma finora in pochi si sono mossi con convinzione per promuovere il convegno.

Ringrazio in particolar modo La Fondazione Musicale Vincenzo Maria Valente, che si sta davvero adoperando per la riuscita dell’evento, e i Media Partners che lo stanno pubblicizzando, in tutta Italia: l'agenzia di comunicazione “Studio Tresessanta”, la tipografia “Gadaleta” e gli esperti tecnologici di “Aranea Internet Marketing”. Anche le adesioni finora non hanno raggiunto il numero sperato, nonostante il Ministero abbia garantito ai convegnisti l’esonero scolastico. Certo, manca ancora del tempo al 13 ottobre e spero vivamente di poter essere smentito. 

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