Il mistero sotto i nostri piedi

Molfetta sotterranea, verità o leggenda?

Contrastanti le fonti sul tema, da chi sostiene si trattino di semplici cunicoli medievali, a chi crede nell'esistenza di una vera e propria città

Cultura
Molfetta lunedì 20 novembre 2017
di Adriano Failli
Il livello sotterraneo di Torrione Passari
Il livello sotterraneo di Torrione Passari © n.c.

E' un mistero su cui ci si interroga da anni, quello sulla "Molfetta sotterranea". Sull'esistenza di una presunta città sotto i nostri piedi si sono avviati diversi studi e diverse fonti possono essere analizzate in merito, con teorie e pareri di storiografi non sempre concordi.

Da chi sostiene che si tratti di semplici cunicoli medievali, a chi invece si crede fermamente convinto che in realtà sia ricostruibile una vera e propria città sotterranea. La questione è stata recentemente risollevata da alcuni siti che portano come certamente esistente ed addirittura visitabile tale patrimonio cittadino, cosa ovviamente non vera. O almeno non del tutto.

Le fonti a nostra disposizione e gli studi in merito alle gallerie sotterranee ci portano ad affermare quasi certamente che un fondo di verità a tali supposizioni vi sia. In particolare è noto come la Molfetta del Medioevo, quella che aveva come unico fulcro urbano il Centro Antico, allora conosciuto come Penisola di Sant'Andrea, aveva diversi palazzi nobiliari, torri, quasi certamente un castello di epoca angioina. La Molfetta medioevale era un vero e proprio piccolo forte, che ha anche subito, stando alle fonti, alcuni attacchi e saccheggi, soprattutto durante l'epoca rinascimentale.

Quasi certa era pertanto la presenza di gallerie, strettoie, che servivano a guardie e soldati per muoversi, ma non abbiamo altre notizie in merito ad altre funzioni di tali passaggi sotterranei. Ben più leggendari sono invece i racconti sull'esistenza di presunte gallerie che collegano il centro storico a piazza Cappuccini, o il Duomo alla Madonna dei Martiri, addirittura passando sotto il livello del mare.

Tutto ciò, stando per lo più a racconti popolari, non esistendo vere e proprie fonti.

Parrebbe invece confermata l'esistenza di un collegamento sotterraneo tra la Sala dei Templari e Palazzo Giovene, come la presenza di altri cunicoli nei pressi di Via Respa, riemersi durante gli scavi per la costruzione della Banca Cattolica, o di un antico portale sotto il livello del pavimento rinvenuto nei pressi del Liceo Classico. Ovviamente i corridoi sono oggi inaccessibili, a causa di scavi e lavori più recenti, che hanno reso impossibile l'accesso a molte di queste vie.

Alcuni ritrovamenti fanno invece riferimento ad alcune abitazioni private del centro antico, dove si sono ritrovate botole che conducevano ad antichi passaggi, poi successivamente murati. L'accesso a tali condotti, oggi rivela pareti in materiale friabile e pavimentazione quasi completamente inondate da acque marine. In altre abitazioni sono invece presenti, alcune cisterne, che in passato servivano per la raccolta di acqua piovana. Davvero difficile dunque effettuare uno studio approfondito all'interno del Centro Storico, essendo molti di questi accessi presenti in abitazioni private. L'unico vero e proprio livello sotterraneo liberamente accessibile resta dunque quello di Torrione Passari.

Il mistero sulla "Molfetta sotterranea" resta per ora ancora tale, provando a districarsi tra le poche e diverse fonti con cui possiamo confrontarci.

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I commenti degli utenti
  • Vincenzo Patimo ha scritto il 20 novembre 2017 alle 08:55 :

    Ricordo che proprio in piazza municipio durante i lavori di ristrutturazione del palazzo di città venne fuori la presenza di una grande cisterna per la raccolta dell'acqua piovana nelle immediate vicinanze dell'ingresso al palazzo di città. Fu chiusa per sicurezza. Altre presenze sotterranee di grande dimensioni furono riscontrate di fronte all'ingresso del seminario vescovile nelle immediate vicinanze del palazzo di fronte (angolo piu vicino al chiosco dei gelati).Questo rende del tutto probabile la presenza di una rete di corridoi e cunicoli tra loro interconessi anche per l'utilizzo dell'acqua piovana Rispondi a Vincenzo Patimo