L'iniziativa

"Io guardo il mare", grande successo per la mostra dell'Osservatorio del Mare

Si è tenuta presso la Chiesa della Morte il 4 e 5 maggio

Cultura
Molfetta mercoledì 08 maggio 2019
di Luigi Caputi
"Io guardo il mare" © n.c.

Un unico intento unanime, uno comune spirito ecologico. Il resto, per dirla iperbolicamente con Califano, è noia. L’Osservatorio del Mare a Molfetta è un’associazione di cittadini volontari che, guidata da Maddalena De Virgilio, si prefigge e persegue l’obiettivo di promuovere la biodiversità marina con una forma mentis scientifica ma non accademica, specialistica ma non astratta, analitica ma non avulsa dalla realtà, anzi immersa sin negli abissi più profondi della società.

Nelle giornate di sabato 4 (dalle 18 alle 21) e domenica 5 maggio (dalle 10 alle 13, poi ancora dalle 18 alle 21) l’OMM ha adibito la suggestiva location della Chiesa della Morte, gioiello del centro storico molfettese, a sede di una mostra fotografica collettiva. “Si tratta- ha spiegato ai nostri microfoni Maddalena De Virgilio, presidente dell’Osservatorio- di una mostra talmente collettiva da divenire iperattiva e interattiva. Ciò che cerchiamo di realizzare, attraverso una raccolta di fotografie scattate dai cittadini del Nord pugliese costiero, è l’idea di catturare la percezione visuale collettiva dell’ambiente marino.”

Dal Gargano a Monopoli, lo scorso fine settimana molfettese è stato inciso in profondità dai più svariati tentativi di bloccare nell’istante immobile ed eterno della macchina fotografica il flusso dinamico della fauna e del paesaggio costiero. Restituire l’autenticità della nostra terra dopo averla immortalata non è un’utopia. Italo Calvino sosteneva nel racconto ’”Avventura di un fotografo” che la fotografia fosse una negazione ingannevole della realtà. Possiamo pensare tuttavia che più fotografie, continuamente elaborate nel tempo e nello spazio, unite e interpretate dal pensiero e dal sentimento umano e sociale, ricostruiscano una realtà talvolta negata e trascurata dalle persone che la abitano, dai nostri occhi superficiali prima ancora che dall’obiettivo. L’Osservatorio del Mare a Molfetta vuole invitare i cittadini ad osservare, non soltanto a vedere ma a guardare e capire per poi (non) agire ecosostenibilmente. “Non esponiamo soltanto i frammenti affascinanti- ha dichiarato la presidente De Virgilio- non offriamo solo la parte idillica del nostro ambiente marino.

Se alcuni cittadini dal Gargano ci hanno inviato foto di piante locali, e altri da Margherita di Savoia hanno optato per fenicotteri e animali a acquatici, non è mancato chi ha scattato fotografie che denunciano lo stato di abbandono e di scarsa tutela della biodiversità costiera. Abbiamo realizzato e proiettato nella mostra un video che cerchi di riassumere e racchiudere le diverse possibilità di manifestazione e percezione visuale della nostra terra affacciata sul mare o immersa in esso. Lanceremo questo stesso video sulla nostra pagina Facebook e su Youtube. Cercheremo poi di studiare scientificamente e statisticamente i feedback degli utenti reali e virtuali della mostra e del video.” Ogni visitatore ha infatti ricevuto, una volta giunto nella Chiesa della Morte, una scheda compilativa e anonima al cui interno ha potuto registrare la propria soggettiva impressione sensibile di fronte a quanto esposto. Inoltre, l’OMM continuerà a ricevere fotografie e terrà significativamente conto dei commenti e delle reazioni che risulteranno dalla diffusione mediatica e telematica dei prodotti raccolti. La mostra del 4 e 5 maggio, in questo senso, è stata un punto di partenza, o quantomeno ha rappresentato una tappa propedeutica alla prosecuzione di un percorso che non ha alcuna intenzione di fermarsi.

“Lavoreremo nei prossimi mesi- ha detto Maddalena De Virgilio- sui risultati di questa mostra in termini di censimento visuale della biodiversità. Del resto, quest’ultima impostazione censoria ci ha sempre caratterizzato e sempre ci caratterizzerà. Studiamo a laboratorio e calcoliamo dettagliatamente, ma in ultima istanza ci rivolgiamo sempre e comunque alla comunità. Soltanto collettivamente possiamo proteggere e valorizzare il nostro ambiente. Siamo socialmente attivi, ma apolitici e apartitici come la natura. Quest’ultima non ha interessi ideologici e preconcetti, restituisce con cura ciò che le viene dato.” La nuova frontiera che l’OMM intende coltivare è una scienza dalle fondamenta comunitarie e civili, la Citizen Science.

Osservazione, confronto, attività collaborativa e laboratoriale sono le componenti indispensabili perché l’edificio della scienza possa costruirsi e sorreggersi. Dallo sguardo microscopico alla macroscopica comprensione, dall’analisi biologica e chimica alla catalisi sociologica e civica. “Stiamo allestendo- ha concluso la presidente dell’Osservatorio- eventualmente anche con la disponibilità di una nuova sede dell’associazione, dei laboratori di Citizen Science aperti indiscriminatamente alla cittadinanza e alle scolaresche. Momenti fondamentali di queste attività saranno l’osservazione al microscopio dei nostri plancton e il confronto relativo alla percezione di quanto osservato.” Affondate saldamente le proprie radici nel nostro mare, l’OMM si proietta verso il futuro e i cittadini, disinteressato a tutto quanto non rappresenti o riguardi la realtà ambientale.

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