L'evento

"Il gioco della Cieca", al Museo Diocesano un concerto di musiche di tardo '500

Sabato 9 novembre, ore 20.30

Cultura
Molfetta venerdì 08 novembre 2019
di La Redazione
Il Gioco della Cieca
Il Gioco della Cieca © n.c.

Al festival itinerante Anima Mea diretto da Gioacchino De Padova nella Rete di musica d’arte Orfeo Futuro, si gioca in musica all’antica versione della “mosca cieca”, così come raccontata nel “Pastor Fido”, il dramma di Giovan Battista Guarini che ha ispirato vari compositori, da Händel a Vivaldi. È il tema del filo invisibile che lega amanti ed amati in un ampio repertorio madrigalistico italiano, che l’Ensemble Concerto di Margherita, formazione svizzera di Basilea, tra le più quotate nell’ambito della musica antica, propone venerdì 8 novembre (ore 20), a Bari, nel Museo Archeologico di Santa Scolastica, e sabato 9 novembre (ore 20.30), a Molfetta, nel Museo Diocesano, per far rivivere, in un vibrante gesto collettivo, la pratica storica del cantare accompagnandosi con il proprio strumento.

Il doppio concerto, realizzato in collaborazione con il Barion Festival e il supporto dell’Ufficio Cultura della città di Basilea, prevede un programma con musiche di fine Cinquecento e inizio Seicento di Girolamo Kapsberger, Francesca Caccini, Sigismondo d’India, Giulio Caccini, Girolamo Frescobaldi, Giaches de Wert e Giacomo Gastoldi: autori attraverso i quali l’Ensemble Concerto di Margherita, composto da Giovanna Baviera (voce e viola da gamba), Francesca Benetti (voce, tiorba e chitarra), Ricardo Leitão Pedro (voce, liuto, tiorba e chitarra), Rui Stähelin (voce, liuto, tiorba e chitarra) e Tanja Vogrin (voce e arpa), presenta la narrazione musicale di una mosca cieca esistenziale.

In una scena emblematica del “Pastor Fido” di Guarini, Mirtillo e Amarilli, giovani abitanti dell’Arcadia, vengono coinvolti in una versione dell’odierna “mosca cieca”. Amarilli, bendata e disorientata, si ritrova nelle braccia di Mirtillo, che di lei è segretamente innamorato, nonostante la fanciulla sia destinata a sposarsi con Silvio per placare l’ira divina provocata da un’antica pena commessa dalla popolazione d’Arcadia. Così, mentre i due amanti errano privi di vista, il coro condanna la natura falsa e traditrice dell’amore “cieco”, al quale sono ispirate le musiche di questo raffinato concerto tematico, ulteriore testimonianza del lavoro dell’Ensemble Concerto di Margherita e della sua costante ricerca di un equilibrio espressivo tra voci strumenti, proiettato vero un futuro di sperimentazione e analisi del repertorio madrigalistico italiano a cavallo tra Cinque e Seicento.

I due concerti, entrambi a ingresso libero presentando la rivista di Anima Mea 2019, saranno preceduti da passeggiate d’arte ai luoghi nei quali sono stati programmati.

Lascia il tuo commento
commenti