Il "Bellatrix" pronto a solcare i mari. Le immagini del varo

Domenica l'imbarcazione, un “supply vessel”, ha preso il largo dai cantieri navali molfettesi. Un altro gioiello delle maestranze locali. Che lanciano un appello alla politica

Attualità
Molfetta martedì 06 marzo 2012
di Giuseppe Pansini
© G. Pansini
Tecnicamente si chiama “supply vessel”, ossia un mezzo di supporto per l’attività portuale; di fatto, per la prima volta, i Cantieri Navali Salvemini di Molfetta su progetto dell'ingegnere Francesco Samarelli, non nuovo a queste realizzazioni, hanno progettato, realizzato e varato il supply “Bellatrix”.

L'imbarcazione è stata commissionata da una società di Chioggia, in provincia di Venezia, la P&G Portservice, in cui due imprenditori, il molfettese Pasquale Romano e il trapanese Giuseppe Morello svolgono una attività di lavoro collegata ad alcune piattaforme di aziende nel settore della distribuzione del gas.

Una bella giornata di sole si è trasformata in una grande festa per la marineria molfettese e per il settore della cantieristica in particolare, per il varo di un ennesimo prodotto del “Made in Molfetta”.

Oltre i veneziani presenti, i quali hanno avuto modo di apprezzare la bravura delle maestranze molfettesi nella realizzazione di imbarcazioni, tantissimi i molfettesi. Dopo il recente varo dello yacht Beluga, un altro gioiello della tecnologia molfettese ha solcato i mari dopo i tradizionali riti della benedizione e del varo.

A impartire la benedizione, mons. Sergio Vitulano, parroco di San Gennaro ed economo generale della diocesi, il quale ha ricordato che la benedizione è rivolta non solo al mezzo ma anche su chi ne trarrà sostentamento e lavoro.

Il supply ha una lunghezza di 20 metri, e una larghezza fuori ossatura di sei metri. Ha una capacitò di combustibile di 4.000 litri.

Parlando con i due imprenditori, si nota quanto rispetto essi abbiano per i nostri cantieri, non ancora messi nelle condizioni di lavorare in sicurezza e soprattutto nel migliore dei modi. Molto si deve ancora fare, ma la professionalità, la disponibilità e l’impegno delle nostre maestranze sono davvero unici e non in discussione.

L’emozione di uno dei soci è palpabile a vista: «Sono molto emozionato – ci dice Romano - di essere qui nella mia città natale, dopo alcuni anni di assenza. Vedo una città meravigliosa e delle grandi potenzialità in questa città. Mi sono emozionato ed ho pianto, quando salendo e scendendo più volte dalla barca, mi sono ricordato quando con mio padre, eravamo ai cantieri, e facevo lo stesso andirivieni di un tempo. E poi come non parlare della grande professionalità».

A suggellare la molfettesità della barca e dei suoi titolari (Morello, trapanese, è molto legato anche alla nostra terra), la collocazione, nel vano motore, di una bellissima immagine della Madonna dei Martiri, protettrice del mare e della nostra città.

Ci auguriamo che sia il primo di una lunga serie, ci dice il titolare dei cantieri navali Salvemini, «anche perché in quest’opera ci abbiamo messo il cuore».
«Sarebbe però auspicabile che la politica sia più attenta ai problemi della cantieristica navale molfettese, perché i nostri colleghi del nord hanno strutture attrezzate con gli hangar per il ricovero dei mezzi. Noi, invece, se c’è una giornata di pioggia intensa, siamo costretti a lavorare in condizioni assurde o a sospendere il lavoro».

Un appello che vogliamo fare nostro con l’auspicio che qualcuno metta attenzione su questa porzione di città, dove si scommette la faccia in nome di una città che deve rimanere marinara per eccellenza.
Lascia il tuo commento
commenti
I commenti degli utenti
  • IOLOVEMOLFETTA ha scritto il 06 marzo 2012 alle 13:47 :

    sono d'accordo con l'articolista, quella è una della parte più bella di Molfetta e peccato che sia abbandonata a sè stessa. ci auguriamo che qualcuno ci pensi seriamente... Rispondi a IOLOVEMOLFETTA