La nota di Rifondazione Comunista

Rifondazione Comunista: "Sull'ospedale di Molfetta continua la tragicommedia"

"La premiata ditta Minervini-Tammacco-PD sta giocando al gioco delle tre carte con i cittadini"

Politica
Molfetta mercoledì 05 maggio 2021
di La Redazione
Ospedale Don Tonino Bello di Molfetta dall'alto
Ospedale Don Tonino Bello di Molfetta dall'alto © MolfettaLive.it

Riceviamo e pubblichiamo la nota di Rifondazione Comunista che esprime il proprio parere sull'Ospedale di Molfetta. Di seguito il corpo della nota.

In questi giorni assistiamo all’ennesima sceneggiata sulle vicende dell’Ospedale di Molfetta e di quello che dovrebbe essere il nuovo Ospedale di primo livello del nord Barese. In scena questa volta è il consigliere regionale Tammacco che dopo anni di silenzio in merito al declassamento dell’ospedale di Molfetta, mentre era parte della maggioranza che sosteneva Michele Emiliano, ora magicamente si sveglia e si accorge della pessima situazione in cui versa il nostro ospedale colpito da anni di tagli.

Paradossale è poi la presa di posizione del consigliere Tammacco che da membro della maggioranza che governava la Regione Puglia annunciava con il suo presidente Michele Emiliano la notizia del nuovo Ospedale per poi oggi constatare che si tratta di un progetto fermo e per il quale non è ancora chiaro se ci sono o meno fondi a disposizione. Ma allo stesso tempo rilancia il progetto, cosa che agli occhi di qualche malfidente potrebbe far pensare a manovre di riavvicinamento alla maggioranza del Presidente Emiliano.

Scende dalle nuvole anche il sindaco Minervini che dei problemi dell’ospedale di Molfetta si accorge solo ora, nonostante in tutte le campagne elettorali precedenti abbia rassicurato i cittadini molfettesi sul futuro dell’Ospedale “don Tonino Bello”. Solo ora si accorge che l’origine di tutti i problemi è la classificazione dell’ospedale di Molfetta come ospedale di base, per cui  tutti i reparti e le specializzazioni più importanti sono incardinate nel nostro ospedale mediante convenzioni e accordi temporanei e contingenti e quindi revocabili in qualsiasi momento. Per questo bisognava mettere in discussione il piano di riordino ospedaliero, cosa che Minervini, Tammacco e il Partito Democratico si sono ben guardati dal fare, sia che fossero in maggioranza o all’opposizione di Emiliano.

Noi al contrario abbiamo sempre sostenuto con forza che il ritiro del piano di riordino era l’unico punto di partenza possibile, per impedire il ridimensionamento dell’ospedale di Molfetta. E lo abbiamo chiesto prima, durante e dopo le campagne elettorali.

Non pervenuto poi il PD, come sempre, che con il consigliere Tammacco e il sindaco Minervini malgoverna a Molfetta con il centrodestra e in Regione con il centrosinistra. Insomma, la premiata ditta Minervini-Tammacco-PD continua a prendere in giro i molfettesi recitando a convenienza la parte della maggioranza e dell’opposizione in un gioco delle tre carte nel quale a perdere sono i cittadini, i lavoratori e l’economia della nostra città. È ora che tutte le forze di opposizione a questa amministrazione, cui abbiamo fatto pubblico appello qualche tempo fa, decidano sul serio di rompere ogni indugio, sciogliendo ogni riserva per costruire un’alternativa di emergenza democratica.

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