Le parole di Pasquale Mancini

Officine ritira l'assessore De Gennaro dalla giunta Minervini

"Mi reputo uno dei padri fondatori di questo progetto politico. Fa male uscire, ma il silenzio delle istituzioni inquieta. Vogliamo essere ricordati per le cose buone fatte insieme, non per il silenzio"

Politica
Molfetta mercoledì 23 giugno 2021
di Angelo Ciocia
Pasquale Mancini
Pasquale Mancini © n.c.

“Ieri mattina, accompagnato dal nostro Assessore Checco de Gennaro, professionista serio che ringrazio per la sua disponibilità a reggere con grande attenzione la delega all’Urbanistica in questi pochi mesi post rimpasto, sono andato dal Sindaco per comunicargli anche personalmente l’uscita di Officine Molfetta dalla maggioranza e il ritiro del nostro Assessore dalla Giunta. 
Glielo dovevo per i tanti momenti spalla a spalla e il profondo rapporto umano cresciuto in questi quattro anni e andato ben oltre il rispetto istituzionale. Abbiamo fatto cose grandi e toccato straordinari momenti di eccellenza”.

Con questo ultimo atto Pasquale Mancini, uno dei fautori dell’amministrazione Minervini, si congeda dal gruppo di maggioranza.

“Avevamo già incontrato il Sindaco un paio di settimane fa per manifestargli il nostro desiderio di un cambio di passo e raccontargli la nostra visione di città, Tommaso Minervini da persona accogliente ha ascoltato la nostra necessità di non voler essere “i meno peggio” ma gli artefici di un progetto di ampio respiro che portasse ad un deciso miglioramento della qualità della vita per i molfettesi” spiega Mancini.

Ore di riflessioni, giorni di meditazione politica e di progetto non solo per il gruppo civico. “Noi siamo sostanzialmente singoli, una piccola lista civica rapida nelle decisioni – le parole di Mancini – Ma abbiamo riflettuto su quanto accaduto all’interno del Partito Democratico, un partito ricco di dinamiche e anime diverse. Sì, la loro uscita dalla maggioranza ha cambiato tanto le cose.”

Una città scossa dagli ultimi avvenimenti e dalle pagine di cronaca giudiziaria scritta nei giorni scorsi. “Abbiamo fiducia in questa magistratura, quanto accaduto ha scosso la città ed ognuno di noi molto profondamente. Però alla città serve una guida, quando il silenzio viene dalle istituzioni disorienta, non è facile da comprendere. Io come ho detto al Sindaco ieri, rimetterei immediatamente al centro la funzione di coordinamento e controllo del Settore Appalti, interverrei per ridurre al minimo gli spazi di discrezionalità, perchè questo serve a noi e a chi ci succederà”.

Tutto ciò ha portato Officine, quasi in contemporanea con il PD, ad uscire dal gruppo di maggioranza, facendo vacillare, non poco, la posizione del sindaco. A lui, in queste ore, spetta la conta di chi è ancora presente e chi si sta defilando. “Non mi ha fatto certo piacere uscire dalla maggioranza, perché mi reputo uno dei padri di questo progetto politico e sono legato al sindaco da un rapporto di stima e affetto – le parole di Pasquale Mancini – Ma riteniamo che questa non sia l’ora di un nuovo rimpasto, della ricerca di nuove forze per restare in sella. Siamo partiti come progetto civico di centrosinistra e oggi con l’uscita del PD non siamo più questo. Rispetto le opinioni e le posizioni di tutti, ma non trovo il senso di restare aggrapparti a qualcosa che non c’è più”.

E questa uscita del gruppo Officine dalla maggioranza, ha portato la gente a dividersi e chiacchierare. “Ti dimetti? Abbandoni la nave nel momento difficile. Non ti dimetti? Resti aggrappato alla poltrona. Dobbiamo sempre delle spiegazioni ai cittadini, fa parte del mandato. Meno piacevole è la gogna mediatica, ma si sa, siamo nel 2021 e il Colosseo si è spostato sul web. Noi abbiamo fatto tanto in questi anni, ci siamo impegnati in un periodo pandemico e sociale inimmaginabile. Certo, oggi capiamo che c’era qualcosa che non andava - il pensiero conclusivo di Pasquale Mancini - Allora prendiamo la parte migliore di questa esperienza e ricordiamoci che rappresentiamo i cittadini e mai noi stessi: Molfetta merita sicurezza, ordine, pulizia, progettualità e una visione a medio lungo termine che non trascuri l’immediato e la quotidianità. Se restiamo immobili saremo ricordati per l’immobilismo, nella migliore delle ipotesi".

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