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Casa Arcobaleno, un ufficio migranti e tutela verso i disabili: il piano di Infante

Il candidato sindaco presenta il suo piano nei confronti delle persone più discriminate

Politica
Molfetta sabato 14 maggio 2022
di La Redazione
Gianni Infante
Gianni Infante © n.c.

Riceviamo e pubblichiamo la nota del candidato sindaco Giovanni Infante che volge uno sguardo ai migranti e alle persone con disabilità nel suo piano e nei suoi punti della campagna elettorale in vista delle elezioni del 12 giugno. Di seguito le parole del candidato sindaco di Rifondazione Comunista

L’attuazione di politiche di riduzione delle disuguaglianze e di promozione dei diritti incrocia le condizioni esistenziali delle persone in condizione di fragilità, delle persone con disabilità, degli anziani, delle persone sole, delle nuove famiglie e dei nuovi cittadini che vivono nella nostra comunità.

La nostra è una comunità da ricucire con pazienza e dedizione, di cui prendersi cura, da qui le nostre proposte:

Riteniamo fondamentale lo sviluppo della cittadinanza attiva e la promozione del welfare di comunità attraverso lo strumento della co-progettazione, che permetta una collaborazione operativa tra amministrazione pubblica e Terzo Settore, che superi le logiche della competizione e del mercato e si indirizzi verso un’amministrazione condivisa delle politiche di welfare.

E’ giunto il momento di introdurre nell’organico comunale la figura del Disability Manager, uno standard nelle grandi città, che garantisca un’effettiva applicazione della Convenzione Internazionale sui Diritti delle Persone con Disabilità. Immaginiamo una città più inclusiva, in cui beni e servizi siano effettivamente accessibili alle persone disabili, in cui le opere di urbanizzazione e la segnaletica stradale tengano conto delle necessità di tutte e tutti e i diritti non rimangano lettera morta.

In questo senso, crediamo che a Molfetta non possa mancare una Casa Arcobaleno, per l’accoglienza e il supporto pratico, psicologico e burocatico delle persone vittima di omotransfobia, comprensiva di un osservatorio contro le discriminazioni e di un consultorio al servizio delle persone transgender. Sarebbe un atto di grande civiltà poi, aderire alla Rete nazionale delle Regioni e degli Enti Locali per prevenire e superare l’omotransfobia (RE.A.DY.).

Da anni a Molfetta manca un Ufficio Comunale Migranti, uno sportello per cittadini e cittadine di paesi terzi che, attraverso servizi di mediazione, di orientamento e accompagnamento ai servizi territoriali pubblici e della società civile possa fornire un quadro completo dei servizi che la città offre facilitandone l’accesso (connettendosi agli uffici comunali interessati ai servizi anagrafici, abitativi, sociali e lavorativi).

Insomma, crediamo che un progetto di governo della città non possa prescindere dalle persone in carne e ossa e dai loro diritti e passi dall’immaginazione di spazi e strumenti per la convivialità delle differenze, per costruire una città più partecipata e inclusiva di così.

 

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