La nota

Isa De Bari: «Ecco i motivi del mio no alla convenzione per il Pulo»

Le critiche della consigliera, sia sulla forma che sul merito

Politica
Molfetta giovedì 11 ottobre 2018
di La Redazione
Isa De Bari
Isa De Bari © N.c.

Riceviamo e pubblichiamo la nota della consigliera di minoranza Isabella De Bari a proposito del Pulo.

“Ora che l’eccitazione dei variegati interventi sul Pulo è nella cosiddetta fase refrattaria, vorrei ribadire il mio giudizio negativo sulla convenzione riguardante il Pulo, stipulata tra la Città Metropolitana di Bari e il nostro Comune.

Nel chiarire le motivazioni del mio convinto giudizio negativo sul provvedimento, inizio dalla “forma” per affrontarne poi il “merito”.

Quanto alla “forma” dell’atto essa è la manifestazione della “essenza” delle cose, infatti leggendo, “… si è proceduto alla stipula del “Patto per lo sviluppo della Città Metropolitana … d’ora in poi ‘Patto per Bari’ …”, si comprende come il provvedimento sia per Bari e non per la Città Metropolitana; relegando Molfetta ad assumere il ruolo di “una parte di Bari”, un suo quartiere periferico.

Nel merito, le motivazioni vanno ben oltre quelle politiche e il diverso peso economico tra le parti ne è prova:

  • la Città Metropolitana, contribuisce con fondi CIPE per 200mila euro, senza trascurare l’incidenza dello stesso comune di Molfetta quale componente di questo nuovo Ente;
  • il comune di Molfetta contribuisce per 800mila euro, “già stanziate nel Bilancio di previsione 2018-2020 …”.

Le motivazioni dell’impegno economico la dicono lunga anche sui ruoli:

  • … il Comune di Molfetta … è delegato a sviluppare le seguenti azioni: Progetto di rete di Stazione Unica Appaltante dell’intervento compreso nel Progetto di Rete ‘Terre di Bari Guest card’ dal titolo ‘Rifunzionalizzazione del Pulo di Molfetta’ …”
  • La Città Metropolitana … “conferma l’impegno, già sancito con la deliberazionedi consiglio 144/2016”per la messa in sicurezza del Pulo.

Le due specifiche finalità della convenzione, sicurezza e rifunzionalizzazione, generano perplessità di non poco conto perché:

  • la sicurezza, rientrando nella sfera d’azione del proprietario, era ed è assicurata dalla delibera di Consiglio Metropolitano 144/2016 senza necessità di “convenzionarsi” con Molfetta;
  • la valorizzazione dei beni comuni compete a chi amministra. La Città Metropolitana, al riguardo, non dovrebbe né potrebbe porre alcun impedimento e condizionamento.

Si è persino parlato di “ritorno del Pulo a Molfetta”, al di là della battuta “il Pulo è rimasto sempre qua”, purtroppo ciò che insiste e persiste è anche l’incapacità a gestire un “bene comune” legato al sito archeologico, mi riferisco al Museo nazionale del Pulo.

Checché se ne dica, al senatore Azzollini è seguito il “Nulla fatto politica” e “distrazioni” svampite da parte del sindaco Minervini di fondi destinati al nuovo porto commerciale di Molfetta per la gestione di una vaga e generica rifunzionalizzazione.

Cosa c’entra il Nuovo Porto? C’entra, ormai è il tesoretto da cui si attinge tutto, anche quegli 800mila euro della convenzione sono soldi del Nuovo Porto, nonostante il sindaco, nella seduta del 27, abbia fatto “orecchio da mercante” alla richiesta di chiarimenti.

A tutto questo si aggiunga anche quanto la convenzione prevede circa l’uso del Pulo da parte del Comune di Molfetta, “… una durata massima di anni 20, per la realizzazione delle attività finanziarie finalizzate prioritariamente alla messa in sicurezza del sito e successivamente alla realizzazione delle attività di apertura al pubblico e gestione per tutta la durata della concessione; …

Con quel “prioritariamente” il Comune di Molfetta è tenuto ad indirizzare l’utilizzo di tutte le risorse finanziarie a disposizione, corrispondenti ad 1 milione di euro, verso la messa in sicurezza del sito e soltanto dopo questa azione le risorse potranno essere indirizzate alle altre attività.

In sintesi:

Trasferimento della responsabilità in materia di sicurezza del sito dal proprietario (la città metropolitana) al “gestore” (Comune di Molfetta), con l’incertezza del costo dell’operazione di messa in sicurezza.

Non vi è neppure certezza sulla durata dell’uso del sito, “massimo 20 anni”.

Dietro la apparente delega al Comune dell’azione di “Rifunzionalizzazione del Pulo di Molfetta” c’è dell’altro, ritengo che si sia venuto a creare un precedente, condizionare, con tale affidamento, progetti ed azioni che la Città di Molfetta potrebbe promuovere sulle sue proprietà, su quei “beni comuni”, la cui caratteristica identitaria di un territorio non potrà essere superata neppure da una “visione sociale” degli stessi.

Si dice “piatto ricco mi ci ficco”. Quante distrazioni!

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