L'intervento del circolo molfettese

PIP3 tra espropri e canaloni, Legambiente: "Così si cancella la cultura contadina di Molfetta"

"Ci chiediamo per quale motivo l’amministrazione voglia rinnovare il vincolo di esproprio su questi terreni quando l’intero progetto di mitigazione deve ancora essere valutato ed approvato dalla Regione Puglia"

Politica
Molfetta martedì 25 giugno 2019
di La Redazione
Il circolo molfettese di Legambiente
Il circolo molfettese di Legambiente © n.c.

Riceviamo e pubblichiamo la nota diffusa dal circolo molfettese di Legambiente

A fine maggio, il comune di Molfetta ha pubblicato l’avviso per l’avvio del procedimento di rinnovo del vincolo finalizzato all’esproprio dei terreni interessati dall’ampliamento del Piano per gli Insediamenti Produttivi (P.I.P.3).

Il circolo Legambiente di Molfetta ha inviato le proprie osservazioni, facendo notare che i terreni oggetto dell’avviso corrispondono alle aree in cui verrà realizzato uno dei due canali per la mitigazione del rischio idraulico delle zone A.S.I./P.I.P.

Questo progetto è attualmente nella fase iniziale di Valutazione d’Impatto Ambientale (V.I.A.) da parte della Regione Puglia ed il nostro circolo ha già, nel recente passato, espresso parere negativo alla sua realizzazione così come molti dubbi sono emersi dai pareri degli altri enti interpellati come la stessa Regione, l’Autorità di Bacino o l’A.R.P.A. – Agenzia Regionale per l’Ambiente.

Ci chiediamo per quale motivo l’amministrazione voglia rinnovare il vincolo di esproprio su questi terreni quando l’intero progetto di mitigazione deve ancora essere valutato ed approvato dalla Regione Puglia.

Nelle osservazioni esprimiamo anche i nostri dubbi sulla necessità di rinnovare il vincolo di esproprio per un’area produttiva (P.I.P.3) che priverà la città di 610.000 mq di terreno agricolo di pregio e la cui realizzazione è impedita sia dal Piano di Assetto Idrogeologico (P.A.I.) che la definisce zona ad elevata pericolosità idraulica (con forte rischio di inondazioni per ogni nuova costruzione) sia dal Piano Paesaggistico Regionale (P.P.T.R.) che non solo la fa rientrare nei Paesaggi Rurali del “Parco Agricolo Multifunzionale di Valorizzazione delle Torri e dei Casali del Nord Barese”, ma anche, in virtù di questo riconoscimento, la tutela da ogni possibile trasformazione.

A seguito di queste riflessioni, il nostro circolo chiede che questo avviso venga immediatamente annullato, non essendoci le condizioni per rinnovare alcun vincolo finalizzato all’esproprio dei terreni presenti nella nuova area produttiva.

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