La nota

​Anche il Liberatorio politico interviene sulla questione legata all’antenna di piazza Catecombe

Dal 3 maggio 2018 fino al 17 febbraio 2020 nonostante reiterati solleciti, l’antenna di che trattasi non è stata rimossa”

Politica
Molfetta venerdì 28 febbraio 2020
di La Redazione
Matteo d'Ingeo
Matteo d'Ingeo © molfettalive.it

Anche il Liberatorio politico emette una nota sulla questione legata all’antenna di piazza Catecombe.

Ricostruendo le tappe della vicenda, il movimento coordinato da Matteo d’Ingeo scrive che a luglio 2008 il Comune di Molfetta, con contratto di locazione concedeva una porzione di lastrico solare dell’immobile comunale sito in Piazza Catecombe ang. Vico Poli per l’installazione di attrezzature ricetrasmittenti di tipo “Roof Top”.

Nel 2016, poi, dopo una serie di passaggi di natura contrattuale, “il Comune comunicava la propria volontà di rescindere dal contratto, ribadita con nota n. 41802 del 21/07/2017, invitando le società interessate a rimuovere entro il 3 maggio 2018 ogni parte d’opera esistente ed a ripristinare lo stato iniziale dei luoghi”.

“Dal 3 maggio 2018 fino al 17 febbraio 2020 – recita la nota – nonostante reiterati solleciti, l’antenna di che trattasi non è stata rimossa”. E invece, con una nota dello scorso novembre, si chiedeva la novazione del contratto di locazione. L'amministrazione comunale, spiega il Liberatorio, con determinazione dirigenziale consente invece di mantenere la preesistente attrezzatura ricetrasmittente.

“Chiediamo al sindaco – conclude la nota – quali sono i motivi per cui si è interrotta la procedura di smantellamento della struttura e perché tale decisione è stata presa senza consultare il comitato di quartiere che negli ultimi dieci anni ha presentato numerose interpellanze e petizioni sulla vicenda ottenendo che in data 27/04/2016 il Comune comunicava la propria volontà di rescindere dal contratto, ribadita con la nota numero 41802 del 21/07/2017, invitando le società interessate a rimuovere entro il 03/05/2018 ogni parte d’opera esistente ed a ripristinare lo stato iniziale dei luoghi”.

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