Davide Murolo ha lasciato il tennis per il nuovo fenomeno sociale, il padel, arrivando anche in classifica nazionale

Scoppia la padel mania. Davide Murolo: "Sport di tutti e per tutti"

"E' bellissimo vedere quanto sempre più amatori si affaccino curiosi a questa disciplina e vadano a casa contenti per l'esperienza fatta"

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Molfetta lunedì 01 marzo 2021
di Angelo Ciocia
Davide Murolo
Davide Murolo © n.c.

È scoppiata la padel mania. In un mondo sportivo che vive di incertezze e restrizioni, si espande a macchia d'olio il padel. Ad oggi è il "fratello minore del tennis", tanto che è ospitato nella Federazione Italiana Tennis con una classifica autonoma, ma dalla scorsa estate si può parlare di fenomeno padel: in un anno, le statistiche parlano di un incremento dell'800% della pratica di questa disciplina e dell'investimento in strutture del tipo.

"Il padel secondo me è spopolato in Italia proprio grazie alla pandemia perché è uno dei pochissimi sport che può essere praticato a differenza di calcio, basket e sport di contatto in genere - le parole di Davide Murolo, molfettese in classifica nazionale padel e istruttore del "nuovo" sport assieme a Claudia Pellegrino - Il successo del padel? È uno sport per tutte le età, ragazzini, giovani, uomini, ma soprattutto anche donne. Soprattutto i principianti, nell'arco di un paio di lezioni, trovano molta facilità e l'allievo vede subito un riscontro positivo".

Un fenomeno praticato da tutti. Se in principio erano i vip Paolo Bonolis e Francesco Totti a praticare questo sport e farsi immortalare, nell'estate post prima fase dell'epedemia, sono diventati virali le sfide tra gli ex calciatori Vieri, Albertini, Ventola e Adani.

"Questo sport è cominciato come fenomeno di massa, praticato soprattutto da vip e veicolato benissimo dai social.  Ha avuto una grande crescita in tutta Italia, ma soprattutto in Puglia. A livello di numeri, i tesserati sono quasi il triplo rispetto allo scorso anno", commenta Davide Murolo.

Un successo che ha portato Davide Murolo a fare switch da tennis a padel. "Ho lasciato il tennis perché mi sono letteralmente innamorato del padel - le sue parole - Il vetro che delimita il campo rende le giocate e gli scambi lunghi e spettacolari. Mi sono divertito sin dalle prime partite, in più, ultimamente, sto ottenendo riscontri positivi e ottimi posizionamenti nei tornei, vantando anche una buona classifica. Vorrei dedicarmi solo al padel, sono diventato istruttore e sto dedicando tantissimo tempo a questo sport che, in poco tempo, mi ha già dato tanto".

E pensare che è uno sport nato per caso. In Messico, negli anni Settanta, il ricco Enrique Corcuera voleva creare un campo da tennis nella sua dimora, ma lo spazio per il campo era troppo piccolo. Nacque un campetto, delimitato da reti metalliche, in cui "valeva tutto" e il rimbalzo contro il confine del campo diventava parte integrante del gioco. Oggi la rete metallica è sostituita dal vetro, ma il sistema di punti, per esempio, resta quello del tennis. 

Molfetta ha risposto presente al fenomeno social padel che diventa una delle poche attività motorie concesse. "Con il primo campo era difficile avere un'ora libera per le prenotazioni per cui è stato doveroso costruire il secondo campo perché tutto il movimento sta andando a gonfie vele con tantissimi amatori che si avvicinano per prendere iscrizioni. E poi, il padel è davvero uno sport per tutti, non esiste contatto fisico e ti diverti", chiude Davide Murolo.

Tanto virale quanto divertente. Tanto agonistico quanto trasversale. Al punto che si lascia la certezza tennis per scoprire l'ignoto e l'impensabile padel. Molto più che fenomeno sociale. Il prossimo step? "Personalmente spero che venga riconosciuto come sport olimpico. Intanto è bellissimo vedere quanto sempre più amatori si affaccino curiosi a questa disciplina e vadano a casa contenti per l'esperienza fatta". Parola di Davide Murolo, uno che ha lasciato oltre quindici anni di tennis per diventare promesso sposo del padel.

 

 

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