La storia del tecnico molfettese inizia ad Altamura, rifiuta altre squadre per l'emergenza sanitaria, si ritrova a Gravina e lo porta in dodicesima posizione

Pasquale De Candia e la mission impossible: "Felice di questa impresa"

"Che soddisfazione lo striscione a Casarano: mi chiamano grande uomo, no grande allenatore. Il lato umano viene prima di tutto"

Calcio
Molfetta martedì 15 giugno 2021
di Angelo Ciocia
Pasquale De Candia
Pasquale De Candia © n.c.

Partire da un lato della Murgia con ambizioni di alta classifica. Ritrovarsi sull’altra sponda a sgomitare per mantenere quella serie D. Nel mezzo un percorso folle, un campionato strano per l’emergenza sanitaria, il fattore campo saltato su tutti gli stadi. Ma alla fine ecco il grande successo: mister Pasquale de Candia riesce nell’ennesima impresa, salva il Gravina e strappa applausi.

“Ad aprile è arrivata la chiamata di Moscelli, interpellato prima di me dal Gravina per dare una sterzata alla stagione, ho detto subito sì”, le parole dell’allenatore molfettese.

Era il dieci aprile e la società gialloblu, da ultima in classifica, optava per il terzo cambio in panchina: restavano dieci gare e la voglia di salvarsi. Prima, però, la stagione di De Candia era sull’altro lato calcistico della Murgia, alla Team Altamura.
“Dopo un mese di preparazione ho pensato che Altamura non fosse la soluzione per me e io per loro. Gran parte dei giocatori scelti sono stati pensati da me, di questo sono orgoglioso. Mi sono lasciato serenamente con loro, come con tutte le squadre – le parole del tecnico - Arrivare ad Altamura ed essere salutato affettuosamente dalla gente con cui ti sei lasciato prima di iniziare un campionato è un segnale di quanto mi sto mettendo in gioco”

Poi dopo la separazione con Altamura lunghi mesi in panchina a casa. “Sapevo che per la situazione pandemica avrei faticato a trovare una squadra. Sono rimasto fermo ma il telefono squillava: ho ricevuto proposte interessanti dal girone I e dal girone C di serie D – confessa de Candia – Ma non me la sono sentita di lasciare casa in questa situazione sanitaria: eravamo zona rossa e per motivi personali, per tutelare la mia salute e quella della mia famiglia, ho aspettato pazientemente la chiamata giusta”.

Una chiamata che tarda arrivare, ma eccola. Con una missione impossibile da rendere possibile. “Ho trovato una situazione complessa, ma non un gruppo da ultimi classificati. La squadra era viva, la società ancora di più perché ha optato per il terzo cambio in panca. Ho portato i miei valori: credo nel lavoro, nella coerenza e nel parlare poco, ma lasciar proferire parola al campo”, il diktat.

E il campo ha dato ragione. Gravina salvo matematicamente alla penultima giornata, con un finale di stagione che l’ha vista dodicesima con 35 punti. E tante piccole soddisfazioni: dopo l’esordio infelice contro Altamura e Andria, poi il pareggio di Taranto e lo sgambetto al suo ex Casarano.
Proprio il Capozza di Casarano ha regalato una grande emozione al tecnico molfettese. “Abbiamo vinto una grande gara. In me non c’era nessuna voglia di rivincita dopo l’esonero dello scorso anno. Sono stato benissimo nell’anno e mezzo salentino”, confessa De Candia.

“La cosa più bella è stata lo striscione che mi hanno dedicato i tifosi: non si parlava di Pasquale de Candia allenatore, ma sono stato definito da loro grande uomo – le sue parole – L’aspetto umano, per me, è più importante del lato tecnico. Nel mondo del calcio tanti giudizi sono drogati, un allenatore vince ed è un fenomeno, perde ed è un brocco. Quello striscione mi ha colpito perché hanno messo in primo piano il lato umano”.

Adesso il tempo del meritato relax e dei primi giudizi, poi magari sarà radiomercato a farla da padrone. “Sono contento di aver dimostrato a me stesso in primis che posso valere questa categoria difficile – il commento – E’ presto per dire dove allenerò l’anno prossimo. Mercoledì iniziano i playoff, a fine giugno ci saranno le fasi nazionali. Noi abbiamo finito, molte società ancora no. Proprio a tutte le 170 società di serie D rinnovo i miei complimenti per aver portato a termine, con caparbietà, una stagione folle e senza entrate”.

Una stagione strana, senza pubblico. Quel pubblico che ha sempre apprezzato il lato umano di un tecnico che ha sempre saputo vincere. Bitonto, Casarano, gli anni e i successi da vice allenatore. Oggi, la vittoria di Pasquale De Candia, lo scudetto del tecnico molfettese, è aver regalato un altro anno di serie D alla FBC Gravina.

Lascia il tuo commento
commenti