Da una semplice pagina Facebook alla grande sfida al Manuzzi di Cesena, in cui si sono sfidate le leggende della Serie A contro quelle della Liga. Il racconto di Operazione Nostalgia vissuto dal molfettese Domenico Gagliardi

Quanti molfettesi a Cesena per Operazione nostalgia:«Che emozione rivedere i nostri campioni»

"Per me ed il mio amico Enzo non è la prima volta al raduno di operazione nostalgia. È diventata una piacevole, ed ormai irrinunciabile, consuetudine essere presenti a questo straordinario appuntamento"

Calcio
Molfetta domenica 07 luglio 2019
di Angelo Ciocia
Domenico Gagliardi e i suoi amici al raduno Operazione Nostalgia
Domenico Gagliardi e i suoi amici al raduno Operazione Nostalgia © n.c.

In principio fu la creazione di una pagina Facebook in cui radunare i tifosi nostalgici, ma anche i millenials che hanno sentito parlare di alcuni giocatori, senza vederli mai giocare. Poi la cosa prese piede e nacquero i primi ritrovi con i calciatori degli anni Novanta. Infine, ieri, la grande sfida al Manuzzi di Cesena, in cui si sono sfidate le leggende della Serie A contro quelle della Liga Spagnola. Per la cronaca, uno dei giocatori più amati degli anni Novanta, Dario Hubner, ha deciso la sfida in favore della selezione nostrana.

Piacevole costante di questi ritrovi nostalgici è Domenico Gagliardi, assieme ai suoi amici. "Per me ed il mio amico Enzo non è la prima volta al raduno di operazione nostalgia. Ci siamo già stati nel 2016, ad Ostia, e nel 2017, a Nardò. È diventata una piacevole, ed ormai irrinunciabile, consuetudine essere presenti a questo straordinario appuntamento che ci da l'occasione di fare un salto nel passato ammirando campioni sempreterni che ci hanno fatto sognare nel periodo della nostra adolescenza - le parole di Domenico Gagliardi - Anche quest'anno le emozioni sono state enormi potendo guardare a pochi metri campioni internazionali come Del Piero, Davids, Recoba, Mendieta, Zambrotta, Morientes ma anche e, forse soprattutto, quei campioni di provincia che hanno scritto pagine indelebili degli anni 90 come "nonno Ballotta", il mitico Fuser e il "Bisonte" Hubner".

Una serata, quella di ieri, che rimarrà unica. Operazione Nostalgia, nota pagina Facebook, si è superata: non il "solito" raduno nostaglico, ma un vero match nostalgico. E Domenico ha risposto presente. "La cosa più bella del raduno è essere al fianco di 12000 sconosciuti provenienti da ogni parte di Italia che si esaltano solo per la bellezza di questo meraviglioso sport e che indossano tutti maglie diverse che ricordano i grandi protagonisti del periodo d'oro del calcio italiano. Una autentica comunità di sportivi che condividono questa passione sana e che vivono i veri valori di questo gioco esaltandosi incitando i grandi protagonisti e non sfogando le proprie frustrazioni insultando l'avversario, o peggio ancora, usando violenza fisica e verbale come, purtroppo, spesso accade sugli spalti. Insomma ci si trova tra 12000 sconosciuti che, tuttavia, si ha la sensazione di conoscere da sempre".

Un calcio, purtroppo, abbastanza lontano da quello attuale. Meno genuino, più costruito. Meno passionale, più violento. Meno attaccato ai sentimenti, più vicino al Dio Denaro. E Domenico ha vissuto e vivrà queste "due epoche del calcio" così lontane, ma così immensamente vicine e reali. "Durante il raduno si sente ancor di più la mancanza di quel calcio più genuino. La "dittatura" delle pay tv ha imposto, soprattutto negli ultimi anni, un calcio-spezzatino che ha annientato e svilito molte delle liturgie laiche degli Anni 90 derivanti dalla contemporaneità delle gare come ad esempio l'ascolto della radio alle 15 della domenica, la visione di "90 minuto" alle 18 e l'analisi della domenica sera con programmi televisivi cult quali Pressing e Controcampo - il commento di Domenico, che prosegue - Insomma quello che manca a questo calcio sono l'umanità e le storie che hanno reso icone i calciatori idolatrati ieri a Cesena".

Manca qualcosa al nostro calcio attuale e questo è innegabile. Ma gli sforzi di Operazione Nostalgia e la passione di Domenico, dei suoi amici e dei numerosi altri molfettesi presenti ieri e agli altri raduni, sono beni preziosi da raccontare e custodire. Come la voce del Galeazzi a 90 minuto, come la radiocronaca minuto per minuto, come una rete di Dario Hubner che risolve una partita.


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