La forza sarà indubbiamente avere un gruppo di uomini. Ma di sicuro il 3-5-2 di mister Bartoli sta letteralmente facendo ammattire le concorrenti in Eccellenza.

Parola a Renato Bartoli: l'allenatore che fa sognare Molfetta

"L'entusiasmo in città l'ha riportato il mio grande gruppo di calciatori, noi allenatori da soli non possiamo fare nulla. E' merito loro, della società che fa grandi sforzi e dei tifosi"

Calcio
Molfetta giovedì 09 gennaio 2020
di Angelo Ciocia
Renato Bartoli, allenatore della Molfetta Calcio, assieme al presidente onorario Titti D'Alesio
Renato Bartoli, allenatore della Molfetta Calcio, assieme al presidente onorario Titti D'Alesio © n.c.

"Il campionato è ancora lungo. Il Corato resta sempre la squadra che ha investito di più ed è da rispettare, così come il Barletta; abbiamo un buon vantaggio ma è ancora lunga", parole di Renato Bartoli, allenatore rivelazione della Molfetta Calcio.

Rivelazione, sì. Perché di Triggiani e Ventura bomber si sapeva. Di Lavopa come un lusso per la categoria si era a conoscenza. Di Legari, Scialpi, Lorusso e Anaclerio come gente che ti da quel quid in più, anche. Dei giovani Rollo, Cianciaruso, Conteh, Barrasso si è sempre detto un gran bene. Renato Bartoli allenatore, però, era da scoprire. Una manciata di partite sul finire dello scorso campionato avevano lasciato ottime speranze. Oggi quelle speranze si chiamano certezze.

E queste certezze si sono tramutate in un folle entusiasmo contagioso. Una sinergia tra dirigenza, squadra, tifosi e città. Un entusiasmo che fa sognare. "L'entusiasmo in città l'ha riportato il mio grande gruppo di calciatori che alleno, noi allenatori da soli non possiamo fare nulla. E' merito loro, della società che fa grandi sforzi e dei tifosi, che io mi auguro aumentino sempre di più, perché abbiamo bisogno del loro apporto sempre sia in casa che fuori - le parole dell'allenatore biancorosso, con un passato da calciatore con la casacca del Molfetta - Da calciatore a Molfetta ho un ricordo bellissimo dell'anno dei playoff con 62 punti ottenuti in campionato e la partita dei play off persa con l'Andria, con i compagni di squadra Montrone, Manzari, Dentamaro, De Santis, mio fratello come under che fece benissimo, ma ormai è passato"

E' passato del tempo, indubbiamente. Il presente vede una squadra che guarda tutti dall'alto verso il basso, con quattro lunghezze sul Corato, prima inseguitrice. "Ho un'ottima rosa, non abbondante perché siamo 22, di cui molti calciatori giovani che in questa categoria, ma non solo, possono dire la loro, secondo me, e qualcuno con più di esperienza. Ma il fattore più importante è avere dei calciatori che sono uomini disposti a sacrificarsi l'uno per l'altro per il bene della squadra. E' questa la nostra forza", le parole di mister Bartoli.

Una forza che vede i biancorossi vittoriosi da sette match consecutivi, due dei quali contro le big Corato e Vigor Trani che hanno certificato le ambizioni molfettesi.

La forza sarà indubbiamente avere un gruppo di uomini. Ma di sicuro il 3-5-2 di mister Bartoli sta letteralmente facendo ammattire le concorrenti in Eccellenza. Il pressing alto degli attaccanti e un centrocampo che abbina muscoli e tecnica, tipico delle squadre di Conte, l'aggressività degli esterni e gli inserimenti dei centrocampisti tipici dell'Atalanta di Gasperini, squadre che giocano con un impianto tattico simile a quello del Molfetta. "Sicuramente cerco di apprendere tanto da Conte, Inzaghi ma ho un grande maestro sul 3-5-2. ovvero il mio ex mister del Francavilla e attuale allenatore della Viterbese in Serie C, Antonio Calabro, e il suo secondo Alberto Villa; loro sono dei grandi professionisti e ho un grande confronto quasi quotidiano con loro", afferma l'allenatore della Molfetta Calcio.

Una stagione che sta diventando un sogno per il Molfetta Calcio. E si sa, da soli non si va da nessuna parte. "Un grande merito e un grande grazie va al mio staff composto da Martino Traversa, Francesco Musacco e Nicolas Annoscia che si sacrificano ogni giorno. Sono professionisti seri e hanno una pazienza con me incredibile. Ringrazio la società perché ha creduto in me, il ds Frascati e il collaboratore Danilo Dammacco che quotidianamente lavorano al mio fianco", il commento di Renato Bartoli.

Adesso un altro osso duro, il Barletta 1922. Con la voglia di continuare questo straordinario passo e con la voglia di continuare a guardare tutti dall'alto verso il basso. Il Manzi - Chiapulin di Barletta è solo il primo ostacolo da superare: il girone di ritorno riserverà l'ostica trasferta di Trani e il match in trasferta contro il Corato, all'ultima giornata. "Non sarà facile ma lottiamo fino all'ultimo minuto massimo impegno", l'assicurazione di Renato Bartoli.

Da qui sino alla fine del campionato si lotta fino all'ultimo minuto. I calciatori e gli uomini disposti a sacrificarsi ci sono, parola di mister Renato Bartoli, vero top player in un gruppo di ventidue grandissimi giocatori che stanno facendo ad occhi aperti una città che, calcisticamente parlando, aveva il cassetto dei desideri chiuso da ormai troppo tempo.


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