Si gioca la partita più importante, quella della salute. Avversario di turno il coronavirus, da sconfiggere insieme, restando a casa, per poter tornare ad abbracciarci e gioire al Paolo Poli

Che ne sarà del primato del Molfetta Calcio? Le ipotesi sul tavolo

La più drammatica: il campionato non è mai esistito, annullato. La più felice, Molfetta in D subito. La più onesta: Europei rinviati, c'è tempo per giocare le ultime giornate e il campo decreterà il più forte

Calcio
Molfetta sabato 14 marzo 2020
di Angelo Ciocia
Esultanza Molfetta Calcio
Esultanza Molfetta Calcio © n.c.

C’è una partita più importante da vincere in questo momento. È la partita della salute che inizia a centrocampo con la prevenzione, con quei terzini fluidificanti che si lanciano all’impazzata in corsia, e quegli stopper vecchio stampo tra chi emana restrizioni e chi le deve far rispettare. Ad attaccare lui, gomito alzato, gioco sporco, sportellate, l'attaccante rozzo, il Coronavirus.

Questa è la partita da vincere, senza dubbio. Prima, e dopo, questo avvento, era il Molfetta Calcio a farla da padrone: una sconfitta in 25 giornate, un primato in solitaria con sei lunghezze dal Corato a 5 giornate dalla fine.

Campionato sospeso sul più bello. E in questi giorni che anche la massima serie calcistica nazionale conta i primi due contagiati, Rugani e Gabbiadini, la domanda più frequente è “Che si fa di questo campionato? Questa sosta quanto sarà lunga”.

Mentre i vertici della Serie A litigano sul da farsi del campionato, le acque non sono più tranquille tra i Dilettanti. Regna l’incertezza e tre sono i possibili scenari. Dal più drammatico per la Molfetta Calcio, al più felice, passando per il più onesto.

La prima possibilità è “congelare” il campionato, far finta che non sia mai esistito. Questa possibilità appare la più infattibile. Chi glielo direbbe, nel caso, al Benevento, per esempio, che sta dominando in Serie B di farsi un altro anno di cadetteria con oltre 20 punti di distacco? Chi glielo direbbe, ad esempio alla Molfetta Calcio, che il 5-0 rifilato al Martina, il 2-0 casalingo contro Corato, non esistono più? Certo l’idea di congelare il campionato è uno dei petali della margherita. Probabilmente, uno dei primi petali ad essere scartato.

L’opzione più onesta sta prendendo piede in tutta Europa. E anche la LND la valuta con tanta, troppa attenzione. Sebbene anche questa opzione, che è un po’ la più mite, nasconde insidie. L’opzione parte con il rinvio di tutti i campionati, non solo la Serie A, ma in tutte le altre leghe, a macchia d’olio, si sta “copiando” l’Italia. Con essa slitterebbero gli Europei, adesso anche che le competizioni europee sono state sospese. Così si creerebbe quel “buco” negli intasati calendari che “libererebbe” il regolare svolgimento dei campionati. Molfetta giocherebbe le sue ultime 5 giornate e se sarà festa, lo decreterà il campo. E ci abbracceremo tutti, decreti permettendo. Perché questa opzione è la più fattibile? Perché il Coronavirus non è un affare “Nostro”, ma sta diventato “cosa comune”. Inoltre lo spiraglio è dato dai rivali del Corato: i coratini, durante la quarantena, avrebbero dovuto affrontare l’Afragolese per la Coppa Italia di Eccellenza e hanno una data di recupero, l’8 aprile, segno che questo campionato vuole essere onorato fino in fondo. Perché questa opzione non è fattibile? Molti presidenti pugliesi di Serie D hanno mandato a casa, per questi giorni, i giocatori stranieri e non sanno se li avranno ad un’ipotetica ripresa del campionato. Non tocca da vicino l’Eccellenza, ma è una piccola problematica. Anche se è l’ipotesi più percorribile.

L’ultima opzione manderebbe in visibilio i molfettesi: campionati sospesi, Molfetta Calcio in Serie D. Ma senza il ruggito del Paolo Poli, senza gli abbracci, senza i caroselli, senza lo spirito giusto, sarebbe la cosa migliore per tutti?

Intanto, uniti come non mai, seppur a distanza, dai nostri divani si avverte la mancanza del Paolo Poli. Restando a casa, rispettando i diktat che conosciamo, ben presto torneremo a piantare tanti bei fiori nel nostro giardino di lusso, il Paolo Poli.

Lascia il tuo commento
commenti