La giovane Raffaella è stata Giudice di Linea alla Pool D dei Mondiali maschili di volley

Raffaella Ayroldi, "sbandierare" ai Mondiali è un affare di famiglia

"Ero a mare e mio padre mi disse 'Perché non fai l'arbitro di pallavolo?'. A Bari, invece, mi sono rivista in lui quando 'sbandierava' anche lui ai Mondiali 2010 in Sud Africa"

Volley
Molfetta giovedì 20 settembre 2018
di Angelo Ciocia
Raffaella Ayroldi ai Mondiali di volley maschile
Raffaella Ayroldi ai Mondiali di volley maschile © MolfettaLive.it

Bari saluta il grande volley. La Pool C dei mondiali maschili di pallavolo ha regalato emozioni ai tanti tifosi accorsi nell'impianto barese, tra cui centinaia di molfettesi che hanno gustato un po' di sano volley spettacolo.

Ma se si parla di emozioni regalate dai Mondiali, non può passare inosservata Raffaella Ayroldi. Appassionata di volley sin da bambina, oggi arbitro nazionale di pallavolo, ha portato Molfetta in alto nei mondiali di volley.

Pantalone blu, maglia bianca, bandierina rossa. Raffaella è stata uno dei giudici di linea che ha coadiuvato i due arbitri internazionali. Inoltre Raffaella è solo l'ultima della casa a portare il fischietto con se ad un Mondiale. Prima di lei papà Stefano è stato un guardalinee internazionale, tanto che ha fatto parte della spedizione in Sud Africa, nel 2010. E chissà, non c'è due senza tre: anche Gianni, fratello maggiore di Raffaella, sta emulando papà Stefano. Categoria dopo categoria si sta facendo strada nel mondo dell'arbitraggio che conta.

"La passione per l'arbitraggio è nata perché amavo e amo la pallavolo, ma per problemi alle ginocchia ho dovuto abbandonare la pallavolo giocata. Ero a mare e mio padre mi disse 'Perché non fai l'arbitro di pallavolo?'. Ci ridemmo un po' su, visto anche il mio carattere duro e schietto. Poi, però, amore fu. Iscritta al corso, superato le prove e via con il tour più bello della mia vita: quello dei palazzetti, pugliesi e italiani - sono le parole di Raffaella, che continua citando quelli che sono i suoi mentori - Sicuro, senza i consigli di papà Stefano, mamma Ezia, che è l'arbitro di casa, e mio fratello Gianni, non sarei la stessa. D'altronde chi ha esperienza e passione è detto saggio, e loro sono la mia saggezza".

Da una partitella piacevole in rima al mare al PalaFlorio, al fianco degli arbitri internazionali. In mezzo tanti campionati provinciali, la promozione quale arbitro regionale e infine l'ultima chiamata, quella dello scorso anno, quale arbitro nazionale di Serie B maschile e Serie B1 e B2 femminile. Ma le emozioni sono tante se si parla di un Mondiale.

"È stato strano perché, dopo l'esperienza degli Europei Under 18 nella stessa veste, quella bandierina è riapparsa per una competizione mondiale. Non nascondo che quella bandierina mi abbia messo abbastanza ansia e carica positiva per far bene e non deludere chi ha sempre creduto in me. E poi, mi sono rivista in mio padre, quando 'sbandierava' anche lui ai Mondiali 2010 in Sud Africa. Non credo ci sia da aggiungere altro" è il commento schietto, sincero e ancora emozionato di Raffaella.

Una ragazza schietta e determinata. Ambiziosa e sognatrice. "Non ho mai nascosto la mia voglia di puntare al massimo, come d'altronde faccio anche nella vita extra pallavolistica. Per cui 'l'internazionalità' sarebbe l'ambizione o sogno più scontato, ma step by step e con i piedi a terra, colgo qualsiasi risultato e lo trasformo nel traguardo più importante del momento. Chi vivrà, vedrà".

Chi vivrà, vedrà. Chi vivrà in casa Ayroldi, fischierà. E punterà sempre al massimo.


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I commenti degli utenti
  • Pietro gravina ha scritto il 20 settembre 2018 alle 08:00 :

    Anche noi abbiamo potuto apprezzare le sue qualità, bravissima umanamente e professionalmente. Asd volley san giovanni rotondo Rispondi a Pietro gravina