La presentazione della mostra

Il molfettese Sabino de Nichilo presente ad una mostra a Grottaglie

L'opera di de Nichilo sarà presente a Grottaglie dall'8 dicembre all'8 gennaio nella mostra collettiva “In crypta. Simbologia sacra nella scultura contemporanea”

Cultura
Molfetta giovedì 07 dicembre 2017
di La Redazione
Sabino de Nichilo, Coratella, 2017
Sabino de Nichilo, Coratella, 2017 © n.c.

I simboli del sacro oltrepassano i secoli e le culture e il loro valore si radica in un profondo bisogno d’infinito. Alla riscoperta di questo inestimabile patrimonio simbolico è dedicata la mostra collettiva In crypta. Simbologia sacra nella scultura contemporanea”, a cura di Francesco Paolo Del Re, visitabile dall’8 dicembre 2017 all’8 gennaio 2018 a Grottaglie, in provincia di Taranto, negli spazi espositivi del Museo della Civiltà Rupestre ospitato all’interno del rinascimentale Convento dei Cappuccini, in occasione della XXXVIII Mostra del Presepe. Sono dodici gli artisti protagonisti: Giorgio Crisafi, Sabino de Nichilo, Paolo De Santoli, Yvonne Ekman, Antonio Grieco, Ezia Mitolo, Riccardo Monachesi, Jasmine Pignatelli, Francesco Sannicandro, Mara van Wees, Antonella Ventola e Antonio Vestita. Inaugurazione venerdì 8 dicembre alle ore 11 alla presenza del Sindaco di Grottaglie Ciro D’Alò e dell’Assessore alla Cultura Elisabetta Dubla.

Prima di arrivare a Grottaglie, la mostra – che nasce su progetto di Daniela Gallavotti Cavallero, Jasmine Pignatelli e Mara van Wees – ha già fatto tappa nella Basilica dei santi Bonifacio e Alessio all’Aventino a Roma e nella Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo a Todi (PG). L’evento è promosso dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Grottaglie.

I dodici artisti invitati mettono in scena, attraverso sculture e installazioni, declinazioni creative e contemporanee della simbologia sacra.

il curatore Francesco Paolo Del Re dedica delle parole per ciascuno dei dodici artisti e presenta l'opera di Sabino de Nichilo, molfettese presente alla mostra. "Sabino De Nichilo rilegge in chiave dissacrante l’iconografia del cuore sacro, che viene deposto dall’altare per essere trasformato ironicamente in una frattaglia da macelleria, mescolando echi di body art e suggestioni attinte al cinema di genere".

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