Il punto di vista dei dirigenti scolastici, collante tra le decisioni dalla Regione e chi ne diventa esecutore

I presidi sulla DDI: "Adottiamo i protocolli per tutelare gli studenti"

Tondo: “Il pericolo di contagio nelle scuole è basso, ma è inevitabile che il virus entri nelle classi"

Attualità
Molfetta lunedì 22 febbraio 2021
di Martina Visaggio
Dirigenti scolastici
Dirigenti scolastici © n.c.

In tutta la Puglia la didattica a distanza, decretata nella giornata di sabato, ha portato malcontenti e malumori fra docenti e genitori. La decisone presa della Regione Puglia, ad un giorno di distanza, lascia ancora discutere in un dibattito tutto in evoluzione. 
Ma cosa accade tra le fila dei presidi? 
Sin dall’inizio della pandemia, quindi a circa un anno dal primo lockdown, portano sulle spalle il peso delle scelte più gravose e fungono da collante tra le decisioni dalla Regione e chi ne diventa esecutore. 
“Cambiando l’ordine degli addendi, il risultato non cambia – così esordisce il preside dell’IISS Galileo Ferraris – se fino alla scorsa settimana la didattica a distanza era il punto di arrivo, da lunedì sarà il punto di partenza”. 

Fino alla scorsa settimana, la didattica a distanza era una scelta del genitore. I docenti erano costretti a vivere le classi in modo bivalente: contemporaneamente dal pc e in classe; un lavoro scomodo, quanto estenuante, così come per gli alunni. L’ordinanza è arrivata alle ore 14:00 di avantieri pomeriggio, portando con sé tutti i disagi di carattere organizzativo e lasciando gli stessi nelle mani dei presidi. Tutti a casa, fatta eccezione, sempre secondo il provvedimento della Regione, per esigenze non diversamente affrontabili. 
“Noi come scuola cerchiamo di collaborare – continua – comprendiamo le oscurità dovute ai cambiamenti nell’andamento epidemiologico e la difficoltà nel gestire i servizi pubblici”.

In Puglia, differentemente da quello che accade nel resto delle regioni d’Italia, manca il «filo rosso»: una decisione definitiva che possa portare ad un’organizzazione a lungo termine.
“Non è facile – afferma il preside Melpignano – non possiamo far altro se non adottare tutti i protocolli necessari per garantire la salvaguardia dello studente”.

I presidi, oltre allo sguardo puramente organizzativo e burocratico, hanno un dovere quasi genitoriale nei confronti degli studenti. Forte è il sentimenti di tutela e protezione, partendo dai più piccoli fino ad arrivare alle classi dei maturandi. Sì, perché anche in loro non manca un briciolo di inquietudine.
“Siamo stanchi e preoccupati – aggiunge la preside Tondo, dell’istituto comprensivo Azzolloni-Giaquinto – la decisone della Regione, sicuramente, deriva da un’apprensione per la variante inglese. Di certo non ingiustificata”. 

A creare disorganizzazione nelle volontà della Regione Puglia, secondo lo sguardo dei presidi molfettesi, c’è la volontà di contemperare entrambi i diritti della costituzione italiana: quello allo studio e alla salute. Come si può decidere quale salvaguardare? 
Rimane salda un’idea comune: le scuole sono un ambiente sicuro. 
“Il pericolo di contagio nelle scuole è basso – chiarisce la preside Tondo – ma è inevitabile che il virus entri nelle classi”.

La problematicità più grande non riguarderà solo la riorganizzazione degli istituiti, ma riuscire a far accettare il cambiamento al corpo docente e a tutti i genitori. L’auspicio è quello di perseguire una linea unica, da modificare solo in caso di miglioramento nella curva epidemiologica.

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