La nota di La Puglia Domani

Tammacco sull'ospedale Don Tonino Bello: "Rimediamo alla carenza di personale"

"Ogni giorno aumenta il rischio clinico a causa della inadeguatezza del numero del personale attivo rispetto alla domanda di salute"

Attualità
Molfetta lunedì 03 maggio 2021
di La Redazione
Saverio Tammacco
Saverio Tammacco © n.c.

Riceviamo e pubblichiamo la nota di Saverio Tammacco, La Puglia Domani, in riferimento alla carenza di personale dell'ospedale di Molfetta.

"I 230mila cittadini che per curarsi hanno come unico punto di riferimento l’Ospedale Don Tonino Bello di Molfetta sono pugliesi come gli altri e non possono essere considerati cittadini di serie B. Hanno diritto di essere curati come tutti i pugliesi.

Questi cittadini devono sapere che andando all’Ospedale Don Tonino Bello hanno l’opportunità di essere salvati. Io credo che sia arrivato il momento che si ponga quanto prima rimedio alla carenza di personale dell’ospedale di Molfetta dove ogni giorno aumenta il rischio clinico a causa della inadeguatezza del numero del personale attivo rispetto alla domanda di salute. Mancano cardiologi, urologi, personale del pronto soccorso, ma più di tutti mancano, in questo difficile momento, gli anestesisti.

E mentre scopriamo che il 31 ottobre del 2019, prima della pandemia, è stato pubblicato un concorso per 20 anestesisti a tempo indeterminato, scopriamo anche che l’iter di assegnazione, cominciato a gennaio 2020, non è ancora terminato. Il direttore della Asl Bari Antonio Sanguedolce, dopo un anno e mezzo ci dice che la delibera è in corso di adozione e che se chiamati, gli anestesisti che hanno risposto e vinto il bando, non è detto che accettino. Certo che potrebbero rifiutare, se chiamati dopo 18 mesi.

Il Covid sembra aver immobilizzato tutto, soprattutto ciò che era fermo anche da prima. Non siamo più disposti ad accettare che si usi il Covid per giustificare i ritardi, le disattenzioni, le dimenticanze, le inadempienze. Il Covid non ferma le altre malattie, non ferma gli accessi al pronto soccorso. L’ospedale di Molfetta, che resta al momento l’unico polo chirurgico dell’area a nord di Bari, rischia ormai la chiusura perché da troppo tempo va avanti e si regge solo sull’abnegazione e sullo spirito di sacrificio e responsabilità dei medici attualmente in servizio”.   

Così il consigliere Saverio Tammacco che questa mattina aveva chiesto l’audizione del direttore della Asl Antonio Sanguedolce di Bari e dell’assessore Pierluigi Lopalco (assente), dinanzi al sindaco Tommaso Minervini e ai responsabili di alcuni reparti dell’ospedale, per chiedere conto per l’ennesima volta della questione della carenza di personale sanitario e non, del Don Tonino Bello ormai allo stremo delle forze. La richiesta urgente e categorica, arrivata dai medici per superare le criticità e per lavorare nei limiti di sicurezza riguarda l’adeguamento dell’organico in tutti i reparti in cui manca il personale specialistico: anestesisti, personale medico del pronto soccorso, ortopedici, urologi e chirurghi oltre che le figure apicali per le quali è necessario bandire i concorsi.

In seguito all’impegno assunto dal direttore della Asl Antonio Sanguedolce ad occuparsi in via prioritaria della questione, la commissione tornerà ad aggiornarsi a breve per seguire le evoluzioni, se ce ne saranno. Intanto, il sindaco Tommaso Minervini è stato chiaro ed esplicito: “L’ospedale di Molfetta così non può più reggere. O poniamo rimedio alla situazione e ci togliamo dalla testa l’idea che il Don Tonino Bello è solo un ospedale di base (ma di fatto ha le sue eccellenze), mettiamo al primo posto l’esigenza di cura e la domanda di salute del territorio del nord barese che non ha altri ospedali, oppure io sarò costretto a formalizzare la chiusura del presidio. Il mio non è un grido d’allarme”.

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