La sua pagina Instagram, Pensiero Vagabondo, è una sorta di diario di viaggio, un quaderno di appunti, incontri e riflessioni

Alessandro molla il contratto indeterminato per girare il mondo: "Il mio sogno, la mia cura"

"Il lavoro mi portava a soffrire, una sorta di male di vivere. Ho sempre lavorato, attaccato ai soldi e non alla felicità. Adesso voglio essere un esempio per chi sogna e non ha la forza e il coraggio di inseguire i propri sogni"

Attualità
Molfetta giovedì 02 giugno 2022
di Angelo Ciocia
Alessandro Spadavecchia molla il contratto indeterminato per girare il mondo
Alessandro Spadavecchia molla il contratto indeterminato per girare il mondo © n.c.

Novembre 2021: Alessandro Spadavecchia, molfettese classe 1990, trentadue anni, lascia il proprio lavoro con contratto a tempo indeterminato e parte. Destinazione? Giro del mondo. Motivazione? “Il mio lavoro mi portava gravi problemi di salute, una sorta di male di vivere”, specifica subito.

“Al momento mi trovo in Thailandia e ho appena concluso un periodo all'interno di un tempio buddista, a 1000 metri di altezza, il Wat Prha That Doi Suthep, a Nord Ovest della Thailandia, precisamente pochi chilometri fuori la Città di Chiang Mai – racconta Alessandro - All'interno del tempio, non era concesso scrivere, leggere, ascoltare musica e parlare con altri medidatori. Si mangiava solo due volte al giorno, alle 7 per colazione e alle 11 per pranzo, poi niente fino al mattino seguente. La sveglia suonava alle 5, e si meditava per 10 ore al giorno”.

Nel tempio, però, l’occasione per riflettere è ghiotta e Alessandro la fa sua. “Stando lontano dai rumori del mondo, stando tra le nuvole, letteralmente, e ascoltando solo il rumore del mio respiro e della natura, ho potuto maturare alcune consapevolezze sul cibo, sui nostri bisogni, sulla frenesia dei giorni che viviamo, sull'amore e sulla società che ci tiene sempre più sotto scacco”, è il suo pensiero.

Alessandro Spadavecchia adesso si sente libero. Libero di viaggiare, pensare e scrivere sulla sua pagina Instagram, una sorta di blog, un vero e proprio diario di bordo.

Repubblica Ceca, Francia, adesso la Thailandia. “Entro luglio, se i piani non cambiano, sarò in Cambogia per poi salire verso il Laos. Viaggerò alla volta del Vietnam per poi andare giù in Malesya, per arrivare a Bali, un altro mio grande sogno che ho da anni – racconta - Dopo vorrei passare in Australia, Messico fino ad arrivare fin giù al Sud America. Poi Africa e infine un passaggio dall’India prima di tornare a casa. Tutto con un budget al giorno di 15 euro. E quando lo supero mi arrangio, come una volta in cui ho dormito alla stazione di Bangkok”.

Aspettative da questo viaggio? “Averla significa iniziare a soffrire, desiderare. Non è proprio nel momento in cui iniziamo a desiderare che iniziamo anche a perdere la serenità? – chiede Alessandro – Questo è un concetto appreso nella settimana in isolamento nel tempio, assieme ai monaci buddisti. Zero aspettative, quindi, solo sogni da voler realizzare, il giro del mondo in primis, poi magari essere di aiuto alle persone e ispirarle per inseguire i propri sogni”.

Ed è proprio la sofferenza interiore la motivazione per cui Alessandro Spadavecchia, oggi, gira il mondo. “Ho conosciuto la sofferenza da quando sono nato, letteralmente: nei primi 8 anni della mia vita, entravo ed uscivo dagli ospedali a causa di un problema congenito. Acqua passata, ma certe ferite restano per sempre. Sono come tatuaggi”, il ricordo.

Una sofferenza che cresce con il passare degli anni. “Ricevo un’educazione molto autoritaria che crea attorno a me una specie di cappa che non mi permette di esplorare il mondo, scoprire me stesso e le mie passioni. Così inizio a lavorare sin da piccolo e a guadagnare dei soldi: fin troppi per un ragazzino di appena 16 anni – racconta Alessandro - Il fatto di guadagnare soldi mi ha portato ad attaccarmi ad essi, accettare qualsiasi lavoro mi venisse presentato, a credere che i sogni fossero solo illusioni, qualcosa destinato a ricchi o fortunati. Oggi credo che i soldi non facciano la felicità, e che siano solo un mezzo per realizzare i propri sogni, aiutare qualcuno. Certo, servono per vivere, ma quando si vive per lavorare, cosa molto diffusa nel nostro Paese, qui nascono i problemi”.

Qui nasce il suo male di vivere. Qui cresce la volontà di portare a compimento il suo sogno: mollare tutto, ritrovarsi e girare il mondo. 

“Siamo diventati orologi per quante volte al giorno li guardiamo: c’è chi odia il proprio lavoro e non vede l’ora di tornare a casa dove in realtà non stacca mai un po’ la spina per riposare, chi rimbalza da un punto all’altro come una pallina da ping-pong inghiottito da mille impegni, chi non fa in tempo a godersi le proprie passioni – il suo commento – La società attuale, le influenze del mondo esterno fanno il resto. Alcune delusioni lungo il mio cammino, dal punto di vista relazionale e professionale, hanno fatto il resto. Entro a far parte di una realtà imprenditoriale che, per il tipo di ambiente, condizioni lavorative e violenza psicologica, mi porta pian piano ad ammalarmi. Seguono gli 8 mesi più bui della mia vita. Notti insonne, mancanza di appetito, percorsi medici di un certo tipo, attacchi di panico. A novembre 2021 decido di partire: oggi sto bene”.

E le pagine di Instagram sono il suo racconto, il suo grido d’allarme, la sua mano tesa verso chi insegue i propri sogni e non ha la forza e il coraggio di mollare tutto e lasciarsi andare. “Mi sono sempre interrogato se era il caso di condividere tutto questo, il mio viaggio, poi poi mi sono detto che sono troppo preziose per tenerle solo per me. Mi hanno aiutato a raggiungere la serenità di cui avevo bisogno, e sono certo che possono aiutare tutti i cittadini della nostra Molfetta a vivere meglio, vedere la loro vita sotto un altro aspetto, ed essere più sereni”, è la voglia di condivisione di Alessandro Spadavecchia.

Ancora pagine di diario da scrivere, meditazioni e riflessioni da condividere con se stesso e con i followers. Una certezza c’è: “Questo viaggio da essere il mio sogno, è diventata la mia cura – racconta - Sto conoscendo persone di ogni tipo e ceto sociale, scoprendo luoghi meravigliosi, e facendo incontri che mi stanno cambiando la vita”.

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I commenti degli utenti
  • Vincenzo de Vincenzo ha scritto il 04 giugno 2022 alle 10:43 :

    Incredibile Rispondi a Vincenzo de Vincenzo

  • Giuseppe Sinigalia ha scritto il 03 giugno 2022 alle 11:24 :

    Si può' girare il MONDO anche dormendo in stazione, (basta accontentarsi) come lo fa gia' tanta gente. L'idea non e'male. Apprezzo l'idea di questo Signore molfettese. Rispondi a Giuseppe Sinigalia