La nota di Coldiretti Puglia

Coronavirus, Coldiretti: "Necessario chiedere stato di calamità per settore florovivaistico"

Il settore florovivaistico pugliese, tra cui rientra anche Molfetta come centro di produzione, registra un danno incalcolabile con milioni di fiori e piante rimaste invendute

Attualità
Molfetta mercoledì 25 marzo 2020
di La Redazione
vivai bari e provincia
vivai bari e provincia © n.c.

Necessario avviare subito le procedure per richiedere lo stato di calamità per il settore florovivaistico che a causa dell’emergenza Coronavirus registra danni pari al 100% della produzione. E’ quanto chiede Coldiretti Puglia alla Regione Puglia per dare sollievo al comparto dei fiori e delle piante fiorite, un patrimonio andato perduto per l’azzeramento delle vendite in Italia e all’estero e per l’aggravio dei costi a carico delle aziende che devono garantire anche il corretto smaltimento.

Il settore florovivaistico in Puglia con il distretto in provincia Lecce di Taviano e Leverano che si estende anche ai comuni limitrofi di Alliste, Maglie, Melissano, Nardò, Porto Cesareo, Racale e Ugento e quello della provincia di Bari con al centro della produzione e degli scambi Terlizzi, Canosa, Bisceglie, Molfetta, Ruvo di Puglia e Giovinazzo registra un danno incalcolabile con milioni di fiori e piante rimaste invendute.

“La stima del danno supera di gran lunga i 200 milioni di euro, perché l’emergenza Coronavirus malauguratamente si è abbattuta sul settore proprio nel momento di maggiore produzione di un comparto caratterizzato da prodotti stagionali, considerato che da marzo a metà maggio si concentra il 70% delle vendite annuali. I due poli florovivaistici pugliesi della provincia di Bari e Lecce sono al collasso. Coldiretti ha già predisposto un modello di autocertificazione per il calcolo e l’attestazione del danno”, denuncia Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.

Il comparto florovivaistico pugliese – aggiunge Coldiretti Puglia - conta una Produzione Lorda Vendibile (PLV) di oltre 300 Milioni di euro e circa 2 milioni di lavoro di giornate di lavoro, un segmento importante dell’economia agricola pugliese che va sostenuto con ogni strumento disponibile.

“Lo stato di calamità consentirebbe di avere un ristoro immediato, oltre a contributi in conto capitale fino all’80% del danno accertato, prestiti ad ammortamento quinquennale, proroga dei crediti agrari fino a 24 mesi, agevolazioni previdenziali fino a 12 mesi “, dice il presidente Muraglia. Le imprese florovivaistiche sono quelle che più hanno subito l’impatto delle misure di prevenzione adottate a livello nazionale – denuncia Coldiretti Puglia - che hanno visto andare in fumo completamente, nel momento più importante dell’anno, la produzione di fiori recisi e in vaso per effetto del divieto alle cerimonie e della chiusura ei negozi.

“E’ blocco totale nel polo florovivaistico di Lecce con l’azzeramento degli ordini del 100%, parliamo di milioni di piante già pronte alla vendita che nel giro di pochi giorni bisognerà buttare, con le serre piene e la mancanza di spazio per fiori e piante già programmate per l’estate”, insiste il presidente di Coldiretti Lecce, Gianni Cantele.

“Parliamo di milioni e milioni di steli quotidianamente buttati, di ranuncoli, anemoni, statice, garofani del poeta, lilium, strelitzie, craspedia, miniature, solidago, gipsophila, gerbere e altri. Il settore florovivaistico in provincia di Lecce è già in crisi di anni e questa ulteriore tegola rischia di far chiudere i battenti a decine di aziende con il conseguente licenziamento di centinaia di lavoratori”, aggiunge il presidente Cantele.


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