Il caso

«Mia madre, a Terlizzi visitata al videocitofono dalla guardia medica, a Molfetta operata d'urgenza»

Gianluca, emigrato terlizzese a Parma: «Aveva forti dolori addominali. Al pronto soccorso di Molfetta ci hanno detto che bisognava asportarle l'appendice di urgenza»

Attualità
Molfetta domenica 12 luglio 2020
di La Redazione
Ospedale di Molfetta
Ospedale di Molfetta © n.c.

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Gianluca, un giovane terlizzese che vive da anni a Parma, il quale ha sperimentato, alcune settimane fa, le conseguenze della recente chiusura del pronto soccorso dell'ospedale di Terlizzi.

Una notte la madre di Gianluca, in preda a forti dolori all'addome, è stata accompagnata dal padre dalla guardia medica del Sarcone, che - incredibile a dirsi - le ha effettuato una visita attraverso il videocitofono. Di fronte al complicarsi della situazione, alcune ore più tardi, la famiglia ha poi accompagnato la donna al pronto soccorso di Molfetta, dove le è stata fatta una diagnosi scioccante rispetto a ciò che si era prospettato a Terlizzi: asportazione d'urgenza dell'appendice.

La situazione, per fortuna, si è risolta nel migliore dei modi, ma il nostro concittadino emigrato in Emilia-Romagna ha affidato alle colonne di TerlizziLive alcune considerazioni sullo stato della sanità nel nostro territorio, tra cattiva gestione politico-amministrativa e sacrosanto diritto alla salute.

Egregio Direttore ,

Mi chiamo Gianluca, sono un giovane pugliese, nato a Terlizzi ma da diversi anni vivo a Parma per motivi di lavoro. Da decenni questa piccola comunità nel nord barese ha pagato le conseguenze di una cattiva gestione sanitaria, che ha visto il nostro ospedale sempre al centro di dibattiti politici tra annunciate chiusure, che sono divenute aperture nell'era Vendola, e che in questo ultimo periodo si sono tramutate in riconversioni.

Ho deciso di scrivere queste poche righe, per mettere in risalto un brutto episodio che i miei genitori hanno potuto constatare sulla propria pelle in pieno lockdown. Qualche settimana fa, durante una tranquilla serata mia madre ha accusato forti dolori addominali, che hanno indotto mio padre a recarsi in ospedale dove ad aspettarlo non c'era un pronto soccorso come nei paesi civili ma, a causa della chiusura di quest'ultimo, una semplice guardia medica. L'incaricato di turno, non potendo ricevere i miei genitori in ambulatorio, per non so quale motivo ha pensato bene di diagnosticare il problema attraverso un videocitofono, ripeto videocitofono, e prescrivendo dei medicinali adatti ad alleviare i dolori. Peccato che dopo diverse ore, la situazione precipita e i miei genitori decidono di recarsi al pronto soccorso della vicina Molfetta, con la speranza di una visita immediata, ma per sfortuna o inefficienza, la visita avverrà solo dopo qualche ora, con una diagnosi alquanto scioccante: intervento d'urgenza per l'asportazione dell' appendicite. Per bravura dei medici e con tanta fortuna, la situazione volge al termine con esito positivo, ma questo tram tram ha lasciato in loro una forte delusione perché è inammissibile come nella nostra città non venga contemplato un diritto importante come la salute, scritto a caratteri cubitali anche nella costituzione ma qui in Puglia non si è mai tramutato in realtà.

Per me, pugliese emigrato, è una ferita che si riapre, perché è inconcepibile come una regione che attira turisti da ogni dove, non riesca a garantire un minimo punto d'intervento in qualsiasi zona della regione, ma ci si trova costretti a spostarsi in città limitrofe, delle volte con mezzi propri, andando a sovraccaricare pronto soccorsi già saturi per via di carenze organiche e strutturali. Questa triste storia spero serva a capire alle classi politiche che episodi di questo genere non dovrebbero avvenire in un paese normale, ma soprattutto ,che in una cittadina come Terlizzi, che ha una popolazione all'incirca sui 30 mila abitanti, è vergognoso non poter aver un pronto soccorso dove potersi recare ed avere un primo intervento, che nei casi più gravi potrebbe anche salvare vite, ed invece ai miei concittadini l'invito è quello di svegliarsi ed affiancare, chi in questo momento sta conducendo una battaglia almeno per riavere il pronto soccorso perché quello che è successo ai miei genitori potrebbe succedere a chiunque, e non so se tutte le volte l'epilogo possa essere positivo. Mi auguro che questa lettera serva a smuovere un po le menti, dato che parliamo di salute, e naturalmente evito di fare paragoni con l'Emilia Romagna perché non avrebbe senso in quanto continuo ad amare la mia terra la mia città, e il mio impegno nonostante la distanza è quello di migliorare questa zona e non di esprimere giudizi negativi. Grazie mille

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I commenti degli utenti
  • MICHELE MARZOCCA ha scritto il 12 luglio 2020 alle 12:37 :

    Ora che ci staranno le elezioni regionali terlizzesi votate Fitto quello che ha fatto chiudere l'ospedale Rispondi a MICHELE MARZOCCA

  • Saverio Amato ha scritto il 12 luglio 2020 alle 10:55 :

    Adesso apertura procedura e licenxiamento Rispondi a Saverio Amato