Il convegno è aperto ad educatori, assistenti sociali, insegnanti, animatori sociali

Il futuro dell'educazione si ritrova a Molfetta

Il 15 e 16 settembre a Molfetta le edizioni La Meridiana accoglie educatori, insegnanti, operatori del sociale, assistenti sociali al convegno ‘Ri-usciremo a riveder le stelle. Riconoscere l’umano per educare’

Cultura
Molfetta mercoledì 13 settembre 2017
di La Redazione
Elvira Zaccagnino de La Meridiana
Elvira Zaccagnino de La Meridiana © Palma Salvemini

Il 15 e 16 settembre a Molfetta le edizioni La Meridiana accoglie educatori, insegnanti, operatori del sociale, assistenti sociali al convegno ‘Ri-usciremo a riveder le stelle. Riconoscere l’umano per educare’. Il futuro dell’educazione si ritrova a Molfetta.

Sembra un po’ una provocazione mettere al centro della formazione parole come umano, meraviglia, bellezza, immaginazione, speranza in un tempo dove si richiedono a chi educa competenze tecniche e valutative.

Eppure a scavare fino in fondo la richiesta che sta dietro l’emergenza a scuola come nei servizi, in famiglia come nei contesti associativi, il bisogno forte ed estremo, ultimo e quindi inziale, è di riprendere in mano il senso di noi stessi e nella relazione profonda con gli altri.

“Per questo – dice Elvira Zaccagnino direttrice della casa editrice - quando con il comitato scientifico abbiamo messo a fuoco il tema su cui articolare le due giornate ci è sembrato che proprio noi dovessimo con convinzione riportare il confronto da dove si tende a farlo sfuggire, dal bisogno di educare all’umano che è in noi.

Se pensiamo alla scuola ad esempio, si fa fatica a immaginare alunni che non abbiamo una diagnosi. Protocolli, diagnosi e carte, obiettivi e competenze spostate sul saper fare di chi insegna e chi apprende, di chi si prende cura e di chi è curato, e non sull’essere.

Ri-conoscere l’umano per educare tiene dentro la visione di un una educazione che non lavora sul mordi e fuggi del progetto nato sulla base dell’emergenza ma avvia processi educativi che innescano circolarità virtuose dove insegnamento e apprendimento sono in costante dialettica.

La modernità che viviamo, che è già per molti postmodernità, ci ha immersi in una realtà che ha ritenuto che si potesse abdicare alla sfida educativa nella scuola come nelle comunità educative, nelle famiglie come nei contesti associativi. Si è posto l’accento sul progetto piuttosto che sul processo. Eppure in maniera carsica esperienze e intuizioni, ricerche e sperimentazioni sono in atto e dicono che è possibile rimettere al centro la sfida educativa.

Da sempre a queste diamo spazio ne nostro catalogo, ora ci sembra il momento di dare spinta per accendere luce sul futuro’.

27 tra relatori formatori provenienti da tutta Italia e con esperienze diverse: dal mondo dell’università (Piero Invidia, Antonia Chiara Scardicchio, Gabriella Falcicchio, Giusepep Moro, Marco Ius), al mondo della scuola (Monica Filograno, Davide Tamagnini, Lucia Suriano, Elisabetta Romano e Anne Spinose, Lorenza Minervini), al sociale (Andrea Mori, Grazia Lomonaco, Melania Bigi), a competenze altre ma spostate nella loro pratica sull’attenzione educativa (Paola Scalari, Vittorio Palumbo, Massimo Melpignano, Mauro Caldera, Francesca Coddetta, Fedele Congedo, Paolo Paolicelli, Rosy Paparella), lo sguardo è volutamente vario.

"C’è un errore dal quale bisogna assolutamente prendere le distanze, ed è ritenere che educare sia primato dell’insegnante e del pedagogista, non di chi si occupa di progettare da punto di vista urbanistico ad esempio gli spazi urbani o di chi svolge azioni di cura. Questo pensiero si è rivelato un vulnus alla crescita di ognuno e delle comunità".

Il convegno è aperto ad educatori, assistenti sociali, insegnanti, animatori sociali.
"Si sono iscritti anche alcuni che hanno specificato di partecipare in quanto mamme o impegnate in attività culturali".

Provenienza non solo regionale, ma nazionale. “L’obiettivo che avevamo era quello di continuare a portare nella città in cui siamo da trent’anni un ragionamento alto sul futuro, quello che incalziamo da sempre e che quando diventa presenta dà valore al percorso che abbiamo ogni volta avviato con coraggio”.
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