Ieri la grande apertura notturna

Grande successo per la Notte Nazionale del Liceo Classico

Tantissime le storie raccontate, da un divertente riassunto della Divina Commedia, al ricordo di Falcone e Borsellino

Cultura
Molfetta sabato 18 gennaio 2020
di Adriano Failli
Notte nazionale del Liceo Classico 2020
Notte nazionale del Liceo Classico 2020 © Molfettalive.it

Dal racconto della storia di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, a un divertentissimo sketch che riassume la Divina Commedia in sei minuti, alla ricostruzione del "Caffè degli Artisti". Dal confronto tra le visioni politiche della Grecia di Pericle, con riferimenti neanche troppo velati all'attualità, al ruolo delle donne "ribelli" nella società del passato e di oggi. Tutto questo è stata la Notte nazionale del Liceo Classico, giunta ieri sera alla sesta edizione.

Più di un openday notturno, l'iniziativa proposta ieri dal "Leonardo da Vinci" di Molfetta è stata voluta fortemente per tentare di riaffermare il ruolo della cultura classica nella società odierna. A vedere i messaggi lanciati da ogni rappresentazione, l'obiettivo è centrato. Non si perde occasione infatti di parlare di attualità attraverso il passato. L'intento, sembra più quello di stimolare i giovani e i presenti, a una critica attenta della società odierna. Partendo dal ruolo della letteratura e dell'arte, riletta in chiave pop, passando all'analisi del dibattito politico, oggi come ieri incentrato sul ruolo del diverso nella società.

Ci si commuove anche un po', quando in una delle aule, va in scena l'interpretazione delle parole di Falcone e Borsellino, intervallata da spezzoni di alcune interviste, di servizi televisivi che annunciano le tragedie di Capaci e via d'Amelio e quando poi la memoria si muta nell'impegno di due studentesse, che interpretano loro stesse anni dopo, con la toga addosso, nel tentativo di proseguire il lavoro lasciato a metà dai due magistrati.

In fondo è questo il ruolo della scuola, formare una nuova classe di cittadini e lavoratori, per non lasciare delle cose a metà e migliorare questa società, tentando di scavallare quel senso di straniamento che oggi ci accompagna un po' tutti, anche rispetto a qualche anno fa. La serata si chiude con la dedica più dura, quella a Ani Gubahi Laurent Barthélémy, ragazzo di 14 anni morto nel tentativo di raggiungere l'Europa, terra di pace. Avrebbe potuto essere uno dei tanti ragazzi protagonisti della serata e studenti del Liceo, a lui va il "Va pensiero" finale, una danza silenziosa e intrisa di senso.

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