Emergenza coronavirus

La lettera sfogo di un dipendente di un supermercato

I clienti sono sempre più frequenti, spesso non protetti da mascherine e guanti, vengono a far spesa più volte al giorno, anche per pochi articoli"

Politica
Molfetta domenica 05 aprile 2020
di La Redazione
Supermercato
Supermercato © n.c.

Buongiorno,

mi presento, o quasi, sono un dipendente di un supermercato della città di Molfetta che, come tutti i miei colleghi del settore, continua a prestare servizio divenuto indispensabile per la comunità in questo attuale stato di emergenza.

Sotto alcuni aspetti mi ritengo "fortunato", poiché ho la possibilità di continuare a lavorare e di poter "distrarmi", diversamente da altri che rimanendo a casa non percepiscono lo stipendio; tuttavia lavoriamo con ritmi estenuanti, gli scaffali si svuotano con una rapidità incredibile, siamo a contatto con tantissimi sconosciuti che ci passano vicino a meno di un metro di distanza, siamo costretti ad indossare maschera (non regolare, senza filtro) e guanti (in lattice) tutto il giorno per 12 ore che, per la nostra attività dinamica, sono una sofferenza; per comunicare dobbiamo alzare il tono della voce per tutto il giorno per poterci far sentire oltre la mascherina, dobbiamo assistere a discussioni tra clienti per il metro non rispettato o perché non rispettano l'ordine di arrivo per entrare o semplicemente perché questa epidemia rende nervosi.

Mi sento a rischio ogni giorno e alla fine di ogni lunga giornata mi ritiro a casa esausto sperando che tra quelle centinaia di persone che mi sono passate vicino non ve ne fosse una positiva al virus.

A volte mi chiedo: e se mai dovesse capitare a me, mi è stata data la possibilità per evitarlo? Mi è stata data la possibilità di seguire tutte le precauzioni raccomandate? E' giusto che io sia esposto a tale rischio ogni giorno? Perché non permettere anche a chi è "costretto" a lavorare di potersi proteggere e prevenire i contagi?

I clienti sono sempre più frequenti, spesso non protetti da mascherine e guanti, vengono a far spesa più volte al giorno, anche per pochi articoli, nonostante sia stato detto loro di fare provviste per il fabbisogno settimanale per ridurre gli assembramenti.

"Hanno bisogno di prender aria", dicono loro..

Allora mi chiedo, perché non indire restrizioni sugli orari dei supermercati/generi alimentari e no food, che siano uguali per tutti?

Non ci è concesso nemmeno di domenica poter stare a casa, sembriamo essere una categoria immune al virus. In un momento in cui la libertà ci è stata limitata, lasciateci almeno la libertà di poterci difendere come tutti dal covid-19!!

Fatelo per noi e per i nostri familiari che ogni giorno cercano di rispettare le regole per poter sconfiggere il virus.

Grazie per l'attenzione, spero che questo mio sfogo non venga cestinato, ma messo all'attenzione di chi ha il potere di poter cambiare le cose e mettere sullo stesso livello tutti i cittadini.

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