L'analisi del voto

Volpe: «Rabbia per non aver eletto Spaccavento, ma centrodestra è ormai minoranza"

Le analisi del voto di Volpe, consigliere comunale di Terlizzi, "sponsor" del medico molfettese nella città dei fiori

Politica
Molfetta lunedì 28 settembre 2020
di Gianpaolo Altamura
Felice Spaccavento
Felice Spaccavento © n.c.

Le elezioni regionali del 20 e 21 settembre hanno sancito la rielezione a governatore di Michele Emiliano con percentuali al di là delle attese. Tutti i commentatori politici infatti avevano previsto un serrato testa a testa con il principale competitore Raffaele Fitto, con leggero vantaggio per il candidato del centrodestra. In realtà il riconfermato Presidente della Regione ha quasi subito staccato il suo sfidante, aggiudicandosi piuttosto agevolmente la contesa con un distacco di molti punti percentuali. A questo risultato hanno contribuito anche le liste a sinistra del Partito Democratico, che hanno fatto quadrato contro la possibilità che il centrodestra potesse tornare maggioranza in Regione.

Il candidato di Puglia Verde e Solidale, Felice Spaccavento, per esempio, ha portato a casa un risultato notevole, raccogliendo quasi 8000 voti che tuttavia non gli sono valsi l'ingresso nel consiglio regionale dal momento che la sua lista su scala regionale si è fermata al 3,8%, poco sotto la soglia di sbarramento del 4%. La sinistra locale, tuttavia, celebra l'ottimo risultato del medico molfettese, classificatosi secondo per preferenze a Terlizzi – ben 840 – dietro solo al più suffragato in assoluto in Puglia, il dem Paolicelli. Il "main sponsor" di Spaccavento in città è stato il movimento politico La Corrente, di cui Giuseppe Volpe è rappresentante in consiglio comunale. Lo abbiamo ascoltato per un commento dell'esito elettorale.

Come avete accolto la vittoria di Emiliano?

La vittoria di Emiliano è importante perché i pugliesi hanno dato un segnale chiaro e forte, cioè che “La Puglia non si Lega” e che Fitto rappresentava una minestra riscaldata che in Puglia ha creato solo tanti danni in passato. Però, in tutta franchezza, rimane una vittoria a metà perché non siamo riusciti ad eleggere, nonostante le buone performance in alcuni territori e soprattutto in provincia di Bari della lista che abbiamo sostenuto, “Puglia solidale e verde”, rappresentanti di Sinistra in Consiglio Regionale.

Il risultato di Spaccavento l'ha sorpresa?

I quasi 8.000 voti per Felice Spaccavento, il candidato più suffragato della lista “Puglia Solidale e Verde”, che come Corrente abbiamo sostenuto con forza e convinzione, rappresentano un risultato straordinario. Anche qui a Terlizzi, nonostante le tre candidature locali (Allegretti, Tricarico e De Nicolo), con 840 preferenze il dottor Spaccavento è stato il candidato più suffragato dopo Paolicelli (Pd) e come lista (1.129 voti) siamo praticamente secondi dopo il Pd, avendo raggiungo Fratelli d’Italia all’11%. È senz’altro un risultato che premia il lavoro fin qui svolto dalla Corrente in città e in rete con altre realtà e movimenti politici dei paesi limitrofi, in particolare Molfetta, Ruvo, Corato e Bitonto (La Forza). Felice non è stato un candidato “imposto” da qualcuno ma la naturale scelta che meglio poteva rappresentare questo percorso e questa rete e quando nei territori lavori costantemente, giorno per giorno e non solo in campagna elettorale, i risultati arrivano e ti premiano. Elettrici ed elettori, ancora una volta, hanno apprezzato il nostro modo di fare campagna elettorale, sobrio, gentile e rispettoso delle diversità, senza aprire inutili comitati elettorali ma incontrando le persone casa per casa, quartiere per quartiere, nei bar, nei vicoli, nelle piazze e nei garage (sempre distanziati e con mascherine). Proprio per questo fa ancora più rabbia non essere riusciti ad eleggere Felice in Consiglio regionale per quel (maledetto) 0,2% (poche migliaia di voti), che è mancato alla lista per superare lo sbarramento.

La sconfitta del centrodestra in Regione fornisce indicazioni anche a livello locale?

Il centrodestra terlizzese ha subito una sonora e direi storica sconfitta, una delle peggiori qui a Terlizzi; in particolare Fratelli d’Italia, partito che esprime il sindaco e l’onorevole (fratello) e che sicuramente avrebbe subito un colpo ancora più pesante se non avesse espresso una candidata locale, la Allegretti (che comunque ha preso la metà dei voti della lista, e che comunque gli stessi componenti istituzionali del partito, evidentemente, non hanno sostenuto). La percentuale del centrodestra terlizzese è tra le peggiori dei 41 comuni della provincia di Bari, insomma una debacle. I terlizzesi non hanno creduto alle falsità raccontate dai Fratelli durante la campagna elettorale, in particolare al leitmotiv “Ospedale Chiuso” ed hanno punito col voto le insopportabili passeggiate elettorali di Fitto, Gemmato e i soliti quattro fedelissimi a pochi giorni dal voto. Il centrodestra terlizzese dovrebbe fare solo una cosa: rassegnare le dimissioni!

Come si configurano le relazioni con il centrosinistra a un anno e mezzo dalle comunali terlizzesi?

È evidente che si riparte dal centrosinistra e, lo voglio dire con chiarezza, si riparte dai partiti e dai movimenti del centrosinistra che, oltre ad aver riscosso un risultato importante in queste regionali, in questi anni difficilissimi per la storia di questa città, hanno fatto opposizione alla destra di Gemmato: Pd, La Corrente e Città Civile. Questi tre partiti/movimenti hanno ora una grande responsabilità: capitalizzare questo risultato e costruire un progetto di governo della città alternativo alle destre, coinvolgendo le migliori energie e risorse che in questi anni la città è stata in grado di esprimere. E penso in particolare a tutte quelle realtà culturali, ambientali e sociali che in questi anni di buio totale hanno favorito e creato socialità, praticato mutualismo e solidarietà, offerto opportunità formative e di crescita, promosso la cultura delle differenze. L’obiettivo principale, prima di ogni punto programmatico, deve essere innanzitutto quello di ricostruire una Comunità sana, fondata sulla fiducia reciproca e l’amore per i Beni Comuni. Però rivolgo un appello alle cittadine/i e alle realtà di questa città: non è più il tempo di accontentarsi delle proprie azioni/iniziative o di aspettare di essere convocate/i. È il momento di schierarsi, prender parte, “occupare” i luoghi della discussione e delle decisioni, senza paure e tentennamenti. Altrimenti avremmo cambiato maggioranza, ma non Terlizzi. Siamo tutte/i convocate/i, nessuna/o esclusa/o.L

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