XXX edizione. Evento organizzato dalla Confraternita di Sant’Antonio di Molfetta

La Sacra rappresentazione della Passione tra tradizione e innovazione

Lunedì 11 e martedì 12 aprile, alle ore 19, nella suggestiva cornice del caratteristico centro storico di Molfetta, vengono portate in scena, secondo il popolare rituale cristiano, le principali scene della Passione di Gesù Cristo

Spettacolo
Molfetta domenica 10 aprile 2022
di La Redazione
Sacra Rappresentazione della Passione di Cristo
Sacra Rappresentazione della Passione di Cristo © n.c.

Dopo uno stop di due anni dovuto alla pandemia, ritorna il sentitissimo appuntamento con la Sacra Rappresentazione della Passione di Cristo organizzata dalla Confraternita di Sant’Antonio di Molfetta e giunta ormai alla sua XXX edizione.

Tra storia e fede religiosa, nella suggestiva cornice del caratteristico centro storico di Molfetta, vengono riproposte e portate in scena, secondo il popolare rituale cristiano, le principali scene della Passione di Gesù Cristo.

E’ ormai da trent’anni che la Confraternita Antoniana ha inteso conservare e trasmettere, attraverso lo strumento artistico e teatrale, il messaggio Cristiano della Passione che è arrivato sino a noi mantenendo intatta tutta la sua spiritualità, filtrando nel tempo fascino e cultura popolare.

Quest’anno la tradizionale manifestazione si arricchisce di uno scenario del tutto nuovo e originale che si inserisce pienamente nella rivisitazione di una scena riguardante gli apostoli. Questi ultimi giungeranno al Getzemani a bordo di una tradizionale barca da pesca, elemento che coniuga perfettamente l’identità “marittima” del nostro territorio molfettese con l’attività propria di alcuni discepoli (Simon Pietro e Andrea) e il sogno di Gesù espresso nei famosi versetti di Marco: “Venite dietro di me, vi farò diventare pescatori di uomini”. Non è naturalmente un invito a catturare le persone per imprigionarle in una rete; pescare uomini vuol dire metterli in salvo, liberarli da ogni forma di schiavitù, aiutarli a creare relazioni profonde e vere. Tirarle fuori dall’acqua non solo perché non anneghino, ma dalle situazioni di ingiustizia, sofferenza e inumanità.

I primi discepoli, dunque, hanno accolto l’invito di Gesù e hanno riempito le loro barche non di pesci, ma di uomini e donne. E le loro barche, oggi, dopo duemila anni, sono arrivate fino a noi.

Ancora una volta, attraverso uno spiccato talento teatrale in più occasioni dimostrato, i Confratelli del Santo di Padova, riescono a cogliere una sfumatura ulteriore del messaggio quaresimale, perfettamente pertinente con gli attuali difficili tempi che stiamo vivendo. 

Il trentesimo anniversario della Sacra Rappresentazione della Passione di Cristo si colloca pienamente in un tempo di rinascita alla luce di un progetto nuovo: quello di un gruppo di amici che condividono un cammino e un progetto di vita che parla di affetti, di umanità, di speranza, di futuro.

La nostra città, inoltre, gioca una parte importante nell’offrire uno scenario naturale unico e, al tempo stesso, adeguato a raccontare in chiave attuale e moderna, la storia di “chi”, con coraggio, ha lasciato le reti (il passato e la certezza lavorativa) e ha incominciato un nuovo percorso all’insegna del cambiamento: il mare.

Una Passione che si rinnova, dunque, ma resta sempre e comunque fedele a quelli obiettivi fondamentali che hanno sostenuto il progetto iniziale di trent’anni fa: offrire alla cittadinanza tutta un momento profondo e suggestivo di riflessione interiore su una delle esperienze più intense ed emotivamente toccanti della vita di Gesù Cristo: “Egli è stato trafitto a motivo delle nostre trasgressioni, fiaccato a motivo delle nostre iniquità; il castigo, per cui abbiam pace, è stato lui, e per le sue lividure noi abbiamo avuto guarigione” 

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