La prima dell’anno

La “manita” della Borgorosso: Virtus travolta

Senza storia il derby di Prima Categoria

Calcio
Molfetta lunedì 07 gennaio 2019
di Luigi Caputi
Landi Cubaj con Petrit Xhafaj
Landi Cubaj con Petrit Xhafaj © n.c.

Un cinque dato in modo poco amichevole. Al termine del derby molfettese di Prima Categoria, una foto condivisa su Facebook dal borgorossino Landi Cubaj, immortalato nell’atto di porgere la “manita” al suo avversario-amico (mal capitato portiere della Virtus Molfetta) Xhafaj, suggella ironicamente l’esito di una partita a senso unico. Ieri mattina, al Paolo Poli, ha un po’ sorpreso tutti l’andamento di un match che alla vigilia si sarebbe potuto prospettare come equilibrato.

A pensarci bene, quando negli anni passati il divario teorico della vigilia tra le due compagini era parso nettamente favorevole alla Borgorosso, gli effettivi esiti delle stracittadine erano stati poco fedeli ai pronostici. Invece ieri, nonostante le due compagini siano giunte all’appuntamento poco lontane tanto in classifica quanto nella pubblica opinione calcistica molfettese, ha avuto luogo il match più squilibrato della giovane e recente storia dei due team biancorossi. La Virtus, giunta al derby con 17 punti all’attivo, in una posizione di graduatoria tranquilla e a distanza di sicurezza dai playout, è stata travolta da una Borgorosso fino a ieri quarta in classifica a quota 27.

I 20’ iniziali, per quanto segnati da un possesso palla pressoché monopolizzato dalla squadra allenata da Leonino, hanno fatto pensare che gli uomini di Mininni non sarebbero stati facilmente perforati dal sempre temibile reparto offensivo nemico. I virtussini, rimaneggiati e orfani di elementi importanti della loro rosa come Porcelli, Mininni, Tesoro e Belsito (i primi due convocati e presenti in panchina, ma di fatto impossibilitati a giocare), hanno insomma dato l’impressione di poter comunque reggerel’onda d’urto dell’assalto immediato dei borgorossini. A rompere il sostanziale equilibrio, al 22’, è stata immancabilmente la giocata individuale di uno dei tanti solisti di qualità dell’orchestra Borgorosso. Cubaj, dopo aver seminatoqualche minuto prima il panico con una serpentina mal conclusa, ha ricevuto sulla sinistra un lungo lancio dalla trequarti difensiva; con un misterioso controllo a seguire ha saltato il suo dirimpettaio Tammacco e si è accentrato verso la porta; presentatosi dinanzi a Xhafaj, ha spiazzato il portiere con una chirurgica rasoiata sul primo palo. Di lì in poi non c’è stata storia sul piano del gioco, con la squadra di Leonino più pimpante e determinata, atleticamente e tecnicamente superiore.

Eppure alla Virtus non sono mancate ghiotte chance per pareggiare, dapprima, e riaprire, dopo lo 0-2, la gara. In entrambi i casi, si è trattato più di regali “epifanici” della presuntuosa, inadeguata, reiterata circolazione di palla della retroguardia borgorossina che di azioni costruite dall’attacco virtussino: se non altro, efficace si è rivelato il pressing degli uomini offensivi di Mininni, che ha posto Di Pinto e Sawadogo nelle condizioni di colpire a botta sicura e a porta pressoché sguarnita. Ma entrambe le occasioni, in modo piuttosto clamoroso, sono state gettate al vento (la prima in senso letterale; la seconda, sprecata con un tiro debole e respinto in corner con facilità, metaforicamente). Nel frattempo le praterie concesse dalla parte opposta del campo hanno fatto sì che il vantaggio della Borgorosso aumentasse: il 2-0 è stato siglato da Campanale su calcio di rigore; la terza rete, di fatto il colpo del k.o., è stata opera del terzino sinistro Grilli, protagonista di una poderosa e incontenibile cavalcata in contropiede. Prima dell’intervallo c’è stata un’ulteriore opportunità, con cui la Virtus avrebbe potuto provare a riprendere un derby apparentemente già deciso: Sawadogo stavolta, lungi dall’essere impreciso, ha rischiato di realizzare un super-gol in rovesciata, e ha costretto l’estremo difensore Barile a superarsi per effettuare la respinta in corner.

Il secondo tempo è stata pura accademia: la compagine allenata da Leonino si è esaltata sul velluto; quella guidata da Mininni ha definitivamente cessato di crederci. Le reti di Campanale e Rutigliani hanno portato lo score sul forse eccessivamente pesante e poco veritiero 5-0. Ciò che il campionato e la classifica avevano detto fino a ieri mattina non avrebbe mai potuto lasciar immaginare una simile goleada.

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